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Le leggi delle donne. Un volumetto della Fondazione Nilde Iotti
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In questo piccolo libro raccogliamo in ordine cronologico le leggi che hanno avuto le donne come principali protagoniste e descriviamo il contenuto di quelle più importanti. Esso dimostra quanto sia stato profondo il cambiamento sociale, culturale e giuridico promosso dalle donne nel corso della vita repubblicana. Scarica il libro.
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Convegno della Fondazione Nilde Iotti
“Le donne e il governo del paese”
Le proposte, le relazioni e il messaggio di Napolitano
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“Le donne e il governo del Paese”. Un titolo, insieme “sfida” e “dichiarazione di intenti” quello del 2° convegno annuale della Fondazione Nilde Iotti, svoltosi il 26 e 27 aprile scorsi a Roma. Studiose, storiche, giornaliste, studentesse e rappresentanti delle istituzioni e della politica a confronto su “un’agenda delle emergenze” (sociali, economiche, geopolitiche, valoriali, di vita e di lavoro) frutto della sensibilità e del punto di vista delle donne. Il messaggio del Presidente della Repubblica. Gli abstract delle relazioni. Il video delle due giornate.
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"L'ora delle donne per rinnovare la politica"
di Livia Turco, da l'Unità del 27 aprile 2012
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In questi mesi abbiamo vissuto una scena pubblica dominata, su temi cruciali, dal protagonismo femminile. È un fatto importante da cui partire per fare in modo che non sia solo una parentesi dettata dall’emergenza ma l’avvio di una normalità democratica. E allora sento che dobbiamo porci una domanda: cosa porta in dote l’esperienza e il punto di vista femminile? È ancora lecita questa domanda o l’importante è esserci ed essere brave e competenti? Io credo che rispondere a questa domanda sia cruciale.
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Ricordo di Miriam Mafai
di Claudia Mancina
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"La Miriam che io ho conosciuto, e frequentato in questi venti anni come un’amica straordinaria, era “dolce di cuore e con un’affettata durezza di testa” (Giuliano Ferrara). I suoi giudizi erano taglienti, ma la sua disponibilità, non solo ai rapporti umani, ma anche agli impegni: alle lezioni, ai dibattiti, agli incontri, era totale. Senza risparmio, anche quando era già malata". Un ricordo di Miriam Mafai di Claudia Mancina, tratto dal sito del settimanale Qualcosa di Riformista.
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Ciao Miriam
di Livia Turco
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La vita di Miriam Mafai è stata piena di cose eccellenti. Lei era una donna eccellente. Ma è sempre stata prima di tutto una “compagna” una coerente e battagliera militante della sinistra, autonoma, dissacrante, creativa.
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L'altra faccia della riforma
di Chiara Saraceno da La Repubblica del 3 aprile 2012
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In un contesto di risorse scarse e di preoccupazione di non aumentare il costo del lavoro, una riforma a costo zero efficace sarebbe l`introduzione della possibilità di utilizzo del congedo in part time orizzontale.
Consentirebbe a madri e padri di combinare lavoro (di fatto a tempo parziale) e congedo, eventualmente alternandosi, senza vedersi eccessivamente ridotto il reddito ed insieme avendo tempo per occuparsi del bambino nei primi anni di vita.
È la direzione che hanno preso molti Paesi europei, compresi quelli, come Svezia, Norvegia, Germania, che negli ultimi anni hanno addirittura allungato il periodo di congedo genitoriale ben compensato, per consentire ai bambini di avere un tempo maggiore di cure e tempo dei genitori.
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8 marzo 2012: Italiane e nuove italiane per l'Italia
riflessione di Huda Dachan, Donne Musulmane in Italia
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L’Italia è il Paese in cui sono nata e cresciuta, in cui si trovano la mia famiglia ed i miei amici. Ho acquisito la cittadinanza italiana in giovanissima età e non ricordo di aver dovuto mai scrivere alla voce “cittadinanza” di qualsivoglia documento altra dicitura se non la parola “italiana”.
L’Italia è il Paese che mi ha insegnato i valori della libertà, della democrazia e dei pari diritti.
L’Italia è la mia Patria, perché come donna musulmana ho potuto sempre professare liberamente la mia amata religione.
L’Italia è il Paese che io amo.
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Roma, 8 marzo 2012: Iatliane e nuove italiane per l'Italia
riflessione di Viciane Wetchitcheu, Circolo PD Torino
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L’Altare della Patria è per me il simbolo, il luogo che unisce tutti i cittadini italiani: vecchi e nuovi, dove io da nuova cittadina e da militante democratica mi sento parte di una generazione di donne che deve lottare per la propria emancipazione in una società italiana in divenire.
Salire i gradini dell’Altare della Patria è un momento molto importante e sento di volermi battere per i miei diritti e di quelli di tutte, per partecipare al progetto di inclusione sociale effettivo dell’ Italia in cui vivo e voglio vivere, per una integrazione fatta di rispetto dei diritti e doveri di tutti e dell’Amore per il mio paese.
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Il welfare e le donne
di Francesca Izzo da L’Unità del 1 marzo 2012
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Ignorare la differenza di genere e rimodulare i sistemi di protezione sociali in maniera apparentemente neutra ma in realtà solo maschile è un danno per tutti. Stato e impresa devono essere chiamati a pensare l’insieme della riproduzione. Non si risolve nessuna delle anomalie sociali italiane se–come è accaduto nei decenni passati-si procede separatamente: intervenendo sul mercato in modo neutro, pensando di attuare poi politiche per la famiglia.
Occorre invece che tutti i soggetti coinvolti nelle imminenti decisioni cambino prospettiva: non si governano più le nostre società se non ci si rende per davvero conto che sono abitate da uomini e donne. Differenti e alla pari.
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Un saggio sulla vita di Nilde Iotti di Luisa Lama
In anterprima sul nostro sito
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30 ottobre 1942. Milano. Una giovane figura femminile si affaccia con trepidazione sul piazzale della Scala. E’ appena scesa dal tram n.1, e nel percorso accidentato dalla stazione centrale fin lì ,ha potuto vedere le devastazioni causate dal primo vero bombardamento sulla città. Ma le immagini che ora vedono i suoi occhi le sono insopportabili: il teatro alla Scala è completamente sventrato; un grosso buco nero si apre fra le macerie e qua e là si intravvedono brandelli di tende , frammenti di scenografie, arsi scheletri di poltrone. Eppure quella ragazza non può fermarsi...
Quella giovane si chiamava Leonilde Iotti, anche se per tutti era Nilde.
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In ricordo di Maria Eletta Martini
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Lunedì 6 febbraio 2012 alle ore 17.30, presso l'Istituto Luigi Sturzo si è tenuto un incontro in ricordo di Maria Eletta Martini, durante il quale sono intervenuti Don Pietro Gianneschi, Rosa Jervolino e Sergio Mattarella.
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Tra pubblico e privato il paradosso post-femminista
di Carla Collicelli da Il Riformista del 31 gennaio 2012
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Da un lato un pullulare di interventi ed uno scoppiettio di dati e di proposte da parte di consessi molto ampi e nell'ambito di platee molto ben frequentate. Solo per citare tre casi, tra i tanti, delle ultime due settimane: la Fondazione Nilde Iotti, con le Biografie delle donne del 900, l'Onu con la Convenzione per l'eliminazione delle discriminazioni contro le donne, l'associazione Pari o Dispare con l'incontro della Ministro Fornero e di Italia Lavoro. Dall'altro lato la sensazione che i miglioramenti siano scarsi e lenti, soprattutto per quanto riguarda la conquista di un ruolo pieno ed autorevole nella società, nell'economia e nella politica. Come dice Italia Lavoro nel suo dossier presentato al Senato il 26 gennaio: "Una grande risorsa non ancora pienamente utilizzata".
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La brutta china della democrazia italiana
di Nadia Urbinati
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"Il populismo è più un sintomo che una causa: la sua comparsa mette a nudo la debolezza dei partiti nella loro capacità rappresentativa che è quella di mettere le istituzioni in raccordo con la cittadinanza. La soluzione dovrebbe venire dalla ricostruzione dei partiti politici-canali di partecipazione e opinioni politiche; questo vale soprattutto per la sinistra, la cui anemia e astenia sono un problema per l’intera democrazia italiana". Così la docente di Teoria politica alla Columbia University di New York che ci presenta il suo ultimo libro.
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Dalla storia delle donne, uno stimolo per la politica.
Il libro di Perry Wilson
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La Fondazione Nilde Iotti e la Società Italiana delle Storiche hanno presentato a Roma il volume della storica scozzese Perry Wilson, che ripercorre le vicende delle donne italiane nel Novecento. Un’occasione per ricordare vittorie e sconfitte, trovando basi solide per progettare il futuro. Presenti l’autrice, Marina D’Amelia, Claudia Mancina, Paolo Mieli e Livia Turco.
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Perché investire nel capitale umano
di Chiara Saraceno, da La Repubblica del 7 gennaio 2012
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"Sembrerebbe opportuno che gli incentivi previsti per l'occupazione giovanile e femminile non venissero destinati genericamente alle aziende che assumono, appunto, giovani di ambo i sessi e donne di ogni età, ma venissero favorite le aziende (incluse quelle di terzo settore) che investono nella produzione di beni collettivi, in primis nella manutenzione e messa in sicurezza dell'ambiente e dei beni culturali e nei servizi alla persona, ma anche nella innovazione tecnologica che migliora la qualità della vita. In questo modo l'investimento a favore dell' occupazione avrebbe effetti positivi anche ad altri livelli".
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Livia Turco ricorda Maria Eletta Martini
(Lucca, 24 luglio 1922 – Lucca, 29 dicembre 2011)
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L’avevo conosciuta quando entrai alla Camera nel 1987. Ero arrivata con tante altre giovani colleghe sull’onda di una battaglia che noi donne del PCI avevamo condotto e vinto, quella della Carta delle Donne che diceva “dalle donne la forza delle donne”. Maria Eletta Martini allora era dall’altra parte dell’aula. Un’autorevole esponente della DC, una parlamentare di lungo corso, ed era molto incuriosita da quella pattuglia di giovani e colorate parlamentari che erano arrivate per la prima volta.
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Abolire la miseria
di Barbara Spinelli, da la Repubblica del 28 dicembre 2012
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Abolire la miseria: così s'intitolava lo splendido libro che l'economista Ernesto Rossi, autore con Altiero Spinelli e Eugenio Colorni del Manifesto di Ventotene, scrisse in carcere nel '42 e pubblicò nel '46: "Bisogna unire tutte le nostre forze per combattere la miseria per le stesse ragioni per le quali è stato necessario in passato combattere il vaiolo e la peste: perché non ne resti infetto tutto il corpo sociale". La sfida oggi è identica, e sono le pubbliche istituzioni nazionali e europee a doversi assumere il compito.
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Istat. Salute. Le donne accusano più malattie degli uomini
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Pubblicata l'ultima indagine multiscopo dell'Istat. Solo il 67,2% delle italiane afferma di godere di buona salute contro il 75,1% degli uomini. E poi il 23,7% delle donne soffre di due o più malattie croniche contro il 16% degli uomini. Differenze significative anche nelle cause di morte.
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“Ciao Leda”. Rosa Russo Jervolino ricorda Leda Colombini
(Fabbrico di Reggio Emilia, 10/01/1929 – Roma, 6/12/2011)
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L’abbiamo vista l’ultima volta (ma non pensavamo certo che fosse l’ultima) il 30 novembre scorso nella Sala del Consiglio Provinciale di Roma, al bellissimo memorial di Nilde Iotti. Poi all’improvviso, una settimana dopo, la notizia della sua morte. Una notizia tristissima e del tutto inattesa. Una morte, quella di Leda, che si può definire “bella”, se ha senso chiamare “bella” la morte. Certamente una morte che le fa onore: nel carcere di Regina Coeli mentre, come ogni giorno, faceva volontariato fra i reclusi.
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Auguri alla nonna d’Italia che ha visto 10 Papi
"I miei 112 anni di storia d'Italia"
di Michele Brambilla, da La Stampa del 29 novembre 2011
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Le chiedo che cosa ricorda delle tante Italie che ha visto. «Quando è scoppiata la Prima guerra mondiale ero una tuseta... Stavo a Villadossola e avevo un fidanzato: lo chiamarono per il fronte e non è più tornato. Morto. Così ho dovuto sposare un altro». Sto per chiederle perché mai abbia «dovuto», ma lei mi precede facendomi capire subito com'è cambiata l'Italia, da allora, soprattutto per le donne: «Era uno di qui, del lago. Io non volevo sposarlo, ma lui mi ha obbligata». Come? «Abitavamo nello stesso cortile e lui un giorno mi mandò a chiamare da sua madre: "Vieni che Giovannino ti vuole parlare". Io ci andai e lui mi disse: "Se ti va bene mi sposi, se no ti ammazzo". Avevo 26 anni. Mi sposai».
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La via italiana alla convivenza
di Livia Turco, da Tamtàm democratico del 16 novembre 2011
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I cinque milioni di immigrati e di immigrate che vivono con noi sono parte di noi, sono una popolazione e non solo lavoratori. Sono donne, uomini, giovani che ci aiutano a vivere meglio. C’è un’Italia profonda, che ha cominciato a costruire la mescolanza e la convivenza tra i diversi. Questa Italia resta tuttora nascosta e sconosciuta. Eppure, questa realtà ha costruito un peculiare “via italiana alla civile convivenza”.
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Se la crisi tocca il diritto alla salute
di Maura Cossutta, da l’Unità dell’8 ottobre 2011
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Per la sanità pubblica il processo di depauperamento delle risorse e privatizzazione dei servizi non garantisce più gli stessi livelli essenziali di assistenza. Ma è il momento di reagire. Maura Cossutta, ex parlamentare, tornata a fare il medico in una delle più grandi aziende ospedaliere di Roma, racconta la nascita di un'esperienza innovativa di aggregazione tra operatrici e operatori che si ispira al "Se non ora quando" lanciato dal grande movimento delle donne.
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I cattolici e le donne
di Francesca Izzo, da L’Unità del 3 ottobre 2011
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“L’impegnativo discorso pronunciato dal cardinale Bagnasco va meditato e discusso al di là della pur grave questione della permanenza di Berlusconi alla guida di un governo che, invece di pilotare il paese fuori dalla tempesta, lo lascia sempre più in sua balia”. Questo l’incipit di un articolo di Francesca Izzo, membro del Comitato scientifico della nostra Fondazione pubblicato su l’Unità di oggi.
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Livia Turco inaugura il nuovo circolo Pd di Cappelle sul Tavo (Pescara) intestato a Nilde Iotti
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Il presidente della Fondazione Nilde Iotti Livia Turco ha inaugurato il nuovo circolo del Partito Democratico di Cappelle sul Tavo in provincia di Pescara intestato a Nilde Iotti. "Una politica umana è quello che a Cappelle sul Tavo abbiamo vissuto insieme per oltre due ore ed è il progetto che Laura ed il circolo vogliono costruire". Così la stessa Livia Turco che ha voluto condividere le sue emozioni e le sue impressioni sulla giornata.
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Più donne nell'industria
di Rosalba Reggio, dal Sole 24 Ore del 19 settembre 2011
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Diminuisce, anche se lentamente, il gap tra uomini e donne occupati. Ma perché questa tendenza possa incrementarsi sono indispensabili politiche dirette alla maggiore occupabilità delle donne: dalla diffusione del part-time allo sviluppo di servizi di welfare dedicati alla conciliazione tra tempi di lavoro e famiglia. In un contesto di risorse pubbliche sempre più ridotte, è importante promuovere spazi di sussidiarietà per rispondere a queste esigenze.
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Come bestie da soma
di Lorella Zanardo, da L'Unità del 19 settembre 2011
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"E' a causa dell’ossessione per le donne che il nostro primo ministro sta camminando verso la fine della sua carriera politica. Berlusconi scomparirà e allora si renderà necessario ricostruire dalle macerie, partendo proprio dalla questione femminile, quella che in questo Paese non si vuole affrontare". Ecco uno dei passaggi di quest'intervento di Lorella Zanardo, autrice del documentario e dell'omonimo libro edito da Feltrinelli, "Il corpo delle donne".
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In difesa della Costituzione. Un treno di donne attraverserà l'Italia dal 23 al 24 settembre
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L'iniziativa è stata promossa dalla Rete delle Donne Siciliane per la Rivoluzione Gentile e poi ripresa da numerose associazioni di tutta Italia. "Vogliamo essere portatrici di legalità, giustizia e laicità e questo ci impegna a difendere la nostra Carta costituzionale che è garanzia imprescindibile per l'affermazione di questi principi": così nel Manifesto del Treno per le Donne per la Costituzione.
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Le famiglie senza welfare
di Chiara Saraceno, da La Repubblica del 22 luglio 2011
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La manovra economica recentemente approvata dal Parlamento "prende in ostaggio il reddito delle famiglie con figli in vista della futura riforma fiscale e assitenziale". Se questa non sarà approvata, scrive infatti Chiara Saraceno, scatteranno riduzioni lineari dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale di cui possono attualmente godere le famiglie. Ma le alternative ci sarebbero.
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La memoria e i progetti delle donne.
Un ciclo di conferenze di Grazia Labate
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Si è concluso a Genova un ciclo di conferenze promosso dal circolo Pd di Sampierdarena dedicato alla memoria e ai progetti per il futuro delle donne italiane. Protagonista Grazia Labate, membro del comitato organizzativo della Fondazione Nilde Iotti, che offerto una bella e ampia panoramica storico-sociale della storia del movimento femminile tra passato, presente e futuro. In esclusiva sul nostro sito la sintesi delle tre conferenze.
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| Convegno della Fondazione Nilde Iotti "Le donne e il governo del paese" Le proposte, le relazioni e il messaggio di Napolitano |
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| "Le donne e il governo del Paese". Un titolo, insieme "sfida" e "dichiarazione di intenti" quello del 2° convegno annuale della Fondazione Nilde Iotti, svoltosi il 26 e 27 aprile scorsi a Roma. Studiose, storiche, giornaliste, studentesse e rappresentanti delle istituzioni e della politica a confronto su "un'agenda delle emergenze" (sociali, economiche, geopolitiche, valoriali, di vita e di lavoro) frutto della sensibilità e del punto di vista delle donne. Il messaggio del Presidente della Repubblica. Gli abstract delle relazioni. Il video delle due giornate. leggi... |
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| Due "manifesti" per Nilde Iotti |
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La Fondazione Nilde Iotti ha realizzato due locandine commemorative di Nilde Iotti che possono essere comodamente scaricate dal nostro sito per essere stampate e utilizzate quale materiale per convegni o incontri locali ispirati alla figura di Nilde Iotti. |
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 |
| Il documento costitutivo della Fondazione |
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| Nilde Iotti è una madre della nostra Repubblica. Ne è stata un’artefice tenace partecipando ai momenti cruciali della sua fondazione e sviluppo. Vi partecipò da donna rendendo evidente il nuovo inizio della democrazia repubblicana: nuova e inedita perché costruita anche dalle donne. |
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| Nilde. Parole e scritti 1955-1998 |
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| Raccolti in un volumetto, aperto da una lettera del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, alcuni scritti e discorsi di Nilde Iotti nei momenti più significativi della sua vita politica e istituzionale. |
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