Il ricordo di Carla Nespolo e la nuova edizione del libro di Luisa Lama con la biografia di Nilde Iotti, di Rosa Jervolino Russo

Carla Nespolo, benché gravemente malata, con i suoi collaboratori ha saputo con una serie di iniziative significative ed interessanti tener viva la memoria di quanti hanno lavorato e combattuto per liberare il nostro paese dalla presenza dei nazifascisti. Tra queste rintracciare i luoghi di sepoltura delle 21 donne che hanno fatto parte dell’Assemblea Costituente e portar loro un fiore.


Un avvenimento ha interessato in questi ultimi giorni il mondo delle donne impegnate in politica: la morte della Senatrice Carla Nespolo, Presidente Nazionale dell’ANPI.

Questo avvenimento non ha avuto, anche a livello di stampa, il rilievo che merita.
Carla Nespolo- infatti - benché gravemente malata, con i suoi collaboratori ha saputo con una serie di iniziative significative ed interessanti tener viva la memoria di quanti hanno lavorato e combattuto per liberare il nostro paese dalla presenza dei nazifascisti.

L’ultima iniziativa – rintracciare i luoghi di sepoltura delle 21 donne che hanno fatto parte dell’Assemblea Costituente e portar loro un fiore - sembrava facile ma non lo è stato affatto e in molti casi questo disinteresse per le persone copriva un disinteresse per le idee e gli obiettivi per i quali le Costituenti hanno lavorato.
È stato molto interessante constatare che tanti giovani invece hanno subito colto il significato dell’iniziativa e vi hanno partecipato con commozione.

Ad esempio, non credo verrà dimenticato il canto di “Bella Ciao” che nel silenzio del cimitero di Napoli, si è levato all’improvviso risvegliando la memoria.
Mi auguro che anche negli anni venturi iniziative simili si ripetano e contribuiscano non solo a ricordare e a ringraziare ma anche a radicare nel cuore dei cittadini soprattutto dei giovani i valori della nostra Costituzione.

È comunque un segno fortemente positivo anche il fatto che, in questi giorni, sia stata data alla stampa la seconda edizione di un libro che, già nella sua prima edizione, aveva avuto molto successo, si tratta di “Una storia politica al femminile”, la biografia di Nilde Iotti, scritta da Luisa Lama edita dalla Donzelli con il patrocinio della Fondazione Iotti.

Il lavoro è interessante perché la Fondazione ha promosso e realizzato in varie città d’Italia incontri e dibattiti sul tema e la nuova edizione raccoglie tutto questo materiale.

E’ un filo continuo che Luisa Lama non lascia mai spezzare fra la bambina piccola e gracile chiamata Leonilde in onore di una zia, e la studentessa che studia con una borsa di studio dei figli dei ferrovieri, che va al Magistero perché non può permettersi le facoltà di ingegneria o di medicina, che vive all’Università Cattolica, nella quale - nota Luisa Lama- non tutti erano fascisti come il Rettore Agostino Gemelli e dove incontra per la prima volta Dossetti e La Pira, alla Professoressa Iotti impegnata nella Resistenza, alla giovane Costituente, alla protagonista di un forte e nobile rapporto di amore, alla madre di Marisa, alla splendida Presidente della Camera.

Insomma, alla fine del libro ci si trova coinvolti come se si fosse vissuti con la Iotti quegli anni.
Anche in quest’opera Luisa lama si conferma un’ottima scrittrice, basta considerare del resto la bellissima biografia di Maria Montessori: Un’altra occasione per riflettere su persone eccezionali che non hanno cambiato solo la vita delle donne ma quella del paese.

Il libro offre molti spunti, tutti molto interessanti.
Un pensiero di gratitudine va anche a Marisa, la figlia di Nilde Iotti e Palmiro Togliatti. Dai suoi interventi emerge con chiarezza la forte personalità di entrambi, la profondità del loro rapporto e la grande umanità che lo caratterizza.

Molto interessante è anche il resoconto del lavoro che la Iotti svolge all’interno della Commissione dei 75, le divergenze e i contrasti che in essa emergono, l’opposizione di Giovanni Leone all’ammissione della donna alla magistratura. Si leggono poi con grande interesse il Prologo e l’Epilogo nonché le vicende della famiglia di origine di Marisa il cui padre (Egidio) viene licenziato dalle Ferrovie dello Stato in teoria per scarso rendimento ma in realtà perché socialista.
Concludendo vorrei riassumere il pensiero di Nilde sulle donne alle quali il suo impegno ha cambiato la vita.

“Tutta la nostra azione- essa scrive- deve tendere a creare nelle donne la coscienza dei propri diritti”.
Quindi non solo leggi ma cultura, costume, crescita, consapevolezza, le donne protagoniste della conquista della propria libertà, non oggetto di politiche, ma soggetto politico.

Grazie quindi a Luisa e a tutte coloro che con lei hanno lavorato.

Rosa Jervolino Russo

13 ottobre 2020