A 80 anni dalle elezioni amministrative del 1946, un percorso di ricerca, memoria e partecipazione per riscoprire le donne protagoniste della nascita della democrazia nei comuni italiani.
La storia delle prime donne alla guida dei Comuni italiani torna al centro del dibattito pubblico con “Donne in Comune – Le prime sindache d’Italia e l’eredità della loro azione di governo”, il progetto promosso dalla Fondazione Nilde Iotti in collaborazione con ALI – Autonomie Locali Italiane e CGIL, e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale.
Il progetto prende forma a partire dall’80° anniversario delle elezioni amministrative del 1946, una delle tappe fondamentali della ricostruzione democratica dell’Italia. È in quella stagione che le donne italiane entrano per la prima volta nella vita politica locale non soltanto come elettrici, ma anche come candidate ed elette. Tra le circa duemila consigliere comunali figurano le prime tredici sindache della storia italiana, protagoniste di esperienze amministrative distribuite da Nord a Sud e nelle isole.
La mostra “Le prime sindache del 1946”, presentata a Roma a Palazzo Valentini nel contesto del Festival delle Città di ALI Autonomie Locali Italiane, restituisce visibilità a queste figure attraverso la ricerca storica e la documentazione raccolta nei territori. Un racconto che mette in evidenza come la presenza femminile nelle istituzioni locali rappresenti una parte integrante della costruzione della democrazia repubblicana e non un episodio isolato della storia dell’emancipazione femminile.
È proprio questo il filo conduttore del tavolo di discussione “Donne in Comune. Le sindache del 1946”, che mette a confronto istituzioni, amministratrici ed esperte sul tema della partecipazione delle donne alla vita politica e alla rappresentanza. Al centro del confronto anche l’impegno di ALI per aumentare la partecipazione delle donne alla vita politica e alla rappresentanza, con gli interventi di Giovanna Bruno, Sindaca di Andria e Vicepresidente ALI, ed Elena Piastra, Vicepresidente di ALI e Sindaca di Settimo Torinese, insieme a Roberta Mori, esperta di politiche di genere e responsabile della Conferenza Nazionale delle Donne Democratiche, Svetlana Celli, Presidente del Consiglio Comunale di Roma Capitale, e Vincenzo Cirigliano, Sindaco di San Chirico Raparo.
L’iniziativa, aperta dall’On. Livia Turco, Presidente della Fondazione Nilde Iotti, vede inoltre la presentazione del progetto affidata alle coordinatrici Lea Battistoni, per la Fondazione Nilde Iotti, e Patrizia Di Santo, per Studio Come – ALI.
Dalla ricostruzione dei Comuni alla nascita della democrazia
La ricerca dedicata alle tredici sindache consente di rileggere la nascita della Repubblica da una prospettiva che parte dai territori. Nel secondo dopoguerra, i Comuni rappresentano infatti uno dei luoghi principali nei quali la nuova democrazia prende forma concreta: le amministrazioni sono chiamate ad affrontare la ricostruzione delle infrastrutture, il ripristino dei servizi pubblici, l’assistenza alle popolazioni colpite dalla guerra, la scuola, le difficoltà economiche e sociali e il consolidamento delle istituzioni democratiche.
Le tredici sindache operano all’interno di contesti territoriali, sociali e politici differenti. Alcune provengono dall’associazionismo cattolico, altre dall’antifascismo, dal movimento operaio, dalla Resistenza, dall’insegnamento o dall’impegno civile. La loro esperienza mostra quindi una pluralità di percorsi di accesso alla responsabilità pubblica e restituisce una rappresentazione articolata della partecipazione femminile alla costruzione della Repubblica.
Il loro ruolo non è soltanto simbolico. Le prime sindache sono amministratrici chiamate ad affrontare quotidianamente problemi concreti e complessi, assumendo responsabilità di governo all’interno di comunità profondamente segnate dalla guerra. È proprio nella dimensione locale, nel rapporto diretto con i cittadini e nella gestione delle esigenze delle comunità che la ricerca individua uno degli elementi più significativi della loro esperienza.
La memoria come strumento di partecipazione
“Donne in Comune” collega questa ricerca storica al presente, con l’obiettivo di trasformare la memoria delle prime sindache in un’occasione di formazione civica, partecipazione e confronto intergenerazionale.
Una parte centrale del progetto è infatti dedicata alle scuole secondarie di primo e secondo grado, attraverso percorsi di ricerca, cittadinanza attiva e produzione di contenuti multimediali – video, podcast e storytelling – dedicati alle protagoniste del 1946 e ai temi della partecipazione e della rappresentanza.
Il percorso si articola in tre macro-azioni: ricerca documentaria e archivistica, finalizzata alla realizzazione di un dossier nazionale; laboratori con le scuole; eventi pubblici e mostra nazionale, con seminari territoriali e un convegno nazionale conclusivo.
A ottant’anni dalle elezioni amministrative del 1946, “Donne in Comune” porta così al centro una pagina della storia della Repubblica ancora strettamente legata alla dimensione locale. La vicenda delle prime sindache diventa uno strumento per comprendere come la democrazia si costruisca anche nei Comuni, attraverso la partecipazione, la responsabilità amministrativa e il rapporto quotidiano tra istituzioni e cittadini.
02 ottobre 2026