Patto tra leaders religiosi per il dialogo e la coesione sociale, di Vaifra Palanca

Il Patto è stato presentato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per esprimere nella forma più solenne la volontà di cooperare con lo Stato italiano, nell’ambito del sistema di valori e di norme condivise, per la convivenza e la coesione sociale.


Il 25 giugno 2026 è stato siglato a Roma, nel corso di una cerimonia presso l’Auditorium dell’Ara Pacis, un Patto tra  15 leaders delle comunità religiose maggiormente presenti in Italia (vedi elenco in calce al documento), dal titolo “La via Italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale”.  Nel pomeriggio il Patto è stato presentato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per esprimere nella forma più solenne la volontà di cooperare con lo Stato italiano, nell’ambito del sistema di valori e di norme condivise, per la convivenza e la coesione sociale.

Un momento importante che raccoglie i frutti di ben tre anni di incontri, discussioni, confronti dei leaders religiosi coinvolti, coordinati dal cardinale Zuppi della CEI, che hanno inteso portare, attraverso l’affermazione dei valori più alti fondanti del proprio credo, un contributo concreto al vivere civile, alla coesione di una società plurale, che riconosce a tutti pari dignità e libertà di espressione della propria fede religiosa. Non una discussione teleologica, ma un impegno comune, gli uni verso gli altri e di tutti nei confronti della collettività, per promuovere una cultura della pace e della non violenza; contrastare l’odio, le discriminazioni e gli estremismi; favorire il rispetto reciproco e la libertà religiosa; collaborare per il bene comune e la giustizia sociale; valorizzare il contributo delle comunità religiose nello spazio pubblico; coinvolgere le giovani generazioni nel dialogo interreligioso.

Segue un’elencazione di azioni concrete con le quali dare attuazione agli intenti sopra elencati che vanno dalla comunicazione, alla scuola, dalla cittadinanza alla valorizzazione delle donne all’interno delle rispettive confessioni, all’ offerta di opportunità ai giovani di diverse confessioni di alimentare il dialogo; al contrasto di stereotipi e strumentalizzazioni delle religioni come giustificazione di guerre, estremismi, campagne di odio e di morte.

Il Presidente Sergio Mattarella, nel suo discorso, ha manifestato apprezzamento per un’iniziativa capace di “produrre, generare convivenze pacifiche, tolleranza e rispetto per gli altri”, ed ha elogiato la partecipazione dei giovani che nel corso dell’elaborazione del documento hanno portato il loro prezioso contributo. Ha ricordato inoltre che l’Assemblea costituente, nel ribadire la laicità dello Stato, ha riconosciuto il valore del pluralismo religioso, proibito ogni forma di discriminazione, e favorito “il riconoscimento della libertà religiosa come elemento fondativo della libertà della persona”. Ha detto il Presidente: “L’obiettivo di garantire il pluralismo confessionale e l’uguaglianza dei culti è stato perseguito allora ed è nei valori principali della nostra convivenza come un elemento fondante dei diritti inalienabili della persona umana e, come tale adottato nella prima parte della Costituzione”.

Vaifra Palanca

Leggi il testo integrale del Patto

29 giugno 2026

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