Da Bibbiano alla famiglia nel bosco, di Anna Maria Colella

Auguriamoci  che la famiglia possa essere riunita al più presto, accettando le prescrizioni del  Tribunale minorile, perché i bambini possano vivere e crescere sereni e felici. Non credo  ci saranno problemi, gli schieramenti saranno solo quelli  a sostegno dei bambini, il referendum è finito.


La vicenda dei tre minori  Trevallion che vivevano in condizioni precarie in un bosco nella provincia di Chieti dal novembre 2025 ha trasformato la giustizia minorile in un “game”.

Dopo una intossicazione da funghi e la verifica delle condizioni di vita dei minori da parte dei servizi locali, per  i tre bambini Trevallion,   vissuti nell’utopia di una vita a contatto con la natura in tutto e per tutto, senza vaccini, senza acqua potabile  e servizi igienici, con l’istruzione delegata alle sole lezioni impartite a turno da uno dei due genitori, c’è stata da parte del Tribunale per i minorenni di Pescara la sospensione della potestà parentale e l’inserimento in una casa famiglia (per  per alcuni mesi con la vicinanza della mamma dei bambini).

Era già successo nel periodo Covid un caso simile a Fulci, sempre in Abruzzo: la famiglia Singleton viveva in una sorta di rudere senza acqua, senza agibilità, senza servizi igienici, senza scuola. I Singleton, coppia neorurale, dopo il provvedimento di sospensione della potestà genitoriale, hanno abbandonato il bosco e sono tornati in Inghilterra.

Non se n’è parlato sui mass media allora, forse perché c’erano altre priorità per il Covid e non c’era un referendum sulla giustizia. La famiglia non era stata invitata come i Trevallion ad un colloquio  alla Presidenza del Senato, non c’erano dei consulenti di parte come nel caso della famiglia Trevallion che parlano in questi giorni di un dolore estremo dei bambini per l’allontanamento della madre dalla comunità, mentre gli assistenti sociali dicono che i bambini si stanno adeguando alla nuova situazione.

La realtà è che alcuni componenti della  maggioranza di governo ha montato un caso per scagliarsi contro la Magistratura senza ricordarsi del fatto che l’ordinamento politico deve cercare di far rispettare le leggi quali ad esempio l’obbligo scolastico.

E che in Italia la priorità dei magistrati, dei servizi sociali e sanitari pubblici è sempre  il benessere e la tutela dei diritti fondamentali dei minori, così come stabilito dagli artt. 30 e 31 della Costituzione.

Gli assistenti sociali non strappano i  figli ai genitori in caso di affidamento familiare o di inserimento in comunità. Il rapporto con i genitori continua, il sostegno continua per cercare delle soluzioni. E nel nostro Paese  siamo i penultimi in Europa per allontanamento di minori.

Nel corso del 2024 i minori accolti a livello nazionale nei servizi residenziali sono stati 38.139 e 17.315 in affidamento familiare, inclusi minori stranieri non accompagnati (dati quaderno n. 66 Ministero del Lavoro) .

In  Piemonte i minori sostenuti e presi in carico  dai servizi territoriali sono circa 60.000 all’anno;  i minor fuori famiglia nel 2024 erano 2647, di cui 822 in affidamento etero familiare, 568 in affidamento a parenti, 1139 nei servizi residenziali del Piemonte, 118 nei servizi residenziali fuori regione, inclusi 1012 minori stranieri non accompagnati (dati della Direzione Welfare Regione Piemonte).

Come mai tutta questa attenzione per la famiglia anglo-australiana Trevallion?

Tifoserie, blocchi tra chi vede quei bambini vittime dello Stato e chi li legge come vittime dei genitori. Dibattiti, opinioni concitati nel talk show che hanno fatto crescere, casomai ne avessimo avuto bisogno dopo  la vicenda di Bibbiano, sfiducia strutturale nei servizi.

I  magistrati, gli assistenti sociali, gli educatori che seguono la famiglia Trevallion  non possono parlare  per deontologia professionale; sui canali della televisione pubblica e su quelli di Mediaset  abbiamo visto invece confrontarsi  e discutere consulenti, avvocati. Tutelare i bambini non è una valutazione, ma un obbligo di legge.  Quanti protagonisti televisivi si sono ricordati dei diritti dei bambini?

Marina  Terragni, giornalista e saggista , nominata il 14 gennaio 2025  dal Presidente della Camera e dal Presidente del Senato, Autorità nazionale garante per l’infanzia e l’adolescenza,  parlando del caso “della famiglia nel bosco” ha incredibilmente dichiarato: “il prelevamento dei minori deve costituire una misura del tutto eccezionale e temporanea. Infliggere il trauma del collocamento in casa famiglia, provvedimento che si configura come inflizione di una pena a un innocente, è giustificabile solo in casi estremi, quando la vita del bambino corra un pericolo effettivo e imminente …” e conclude: “ho aperto da tempo con il Guardasigilli e con il ministero degli Interni un’interlocuzione sul tema dei prelevamenti forzosi dei minori.” 

Questa frase della Garante ci ricorda che tempi stiamo vivendo, la cultura che ci ha cresciuto in Piemonte nella tutela dei diritti dei minori è dimenticata dai più. Tutti gli insegnamenti di Paolo Vercellone, Graziana Calcagno, Giulia De Marco, e tanti altri magistrati minorili devono essere tenuti presenti per ricordare  ai giovani operatori dei servizi pubblici i principi della Costituzione.

La famiglia Trevallion per mesi non ha avviato nessuna azione positiva tra quelle indicate dalle autorità giudiziarie come necessarie  per i figli; pare che da qualche giorno, finalmente, si stiano impegnando  ad accettare  le richieste del  tribunale minorile  e degli assistenti sociali.

Invitati alla Presidenza del Senato  hanno dichiarato di aver  scelto l’Italia come paese dove vivere “perché volevano crescere i loro bambini con amore, lo stare insieme, il vivere e mangiare in modo naturale”. Certo che  in Inghilterra fa più freddo che nei boschi dell’Abruzzo,  e le leggi per i genitori che non mandano i bambini a scuola sono molto severe.

Auguriamoci  che la famiglia possa essere riunita al più presto, accettando le prescrizioni del  Tribunale minorile, perché i bambini possano vivere e crescere sereni e felici. Non credo  ci saranno problemi, gli schieramenti saranno solo quelli  a sostegno dei bambini, il referendum è finito.

Anna Maria Colella

Già funzionario responsabile Ufficio minori della Regione Piemonte

Direttore ARAI Regione Piemonte dal 2002 al 2018

09 aprile 2026