La Fondazione Cecchettin, impegnata sul contrasto di questo fenomeno, dopo la tragica morte di Giulia, ha sostenuto la redazione di un libro, pubblicato in occasione dell’8 marzo, che contiene una ricerca sui giovani della generazione Z (18-34 anni) e una serie di brevi saggi di esperti (docenti universitari, sociologi, psicologi, educatori)
La scia dei femminicidi non sembra fermarsi. Ogni giorno donne giovani e meno giovani sono vittime di violenze in molti casi letali.
La Fondazione Cecchettin, impegnata sul contrasto di questo fenomeno, dopo la tragica morte di Giulia, ha sostenuto la redazione di un libro, pubblicato in occasione dell’8 marzo, che contiene una ricerca sui giovani della generazione Z (18-34 anni) e una serie di brevi saggi di esperti (docenti universitari, sociologi, psicologi, educatori) che hanno proposto un distillato delle loro ricerche e dei loro studi in modo a tutti comprensibile, senza banalizzazioni, su tutte le problematiche che ruotano intorno a questo fenomeno.
Il libro è costituito da una prima parte nella quale sono analizzati i risultati di una ricerca quantitativa, condotta su un campione rappresentativo di oltre 2000 giovani, volta alla conoscenza di chi sono questi giovani, delle loro famiglie, dei contesti sociali e culturali in cui sono vissuti, degli stereotipi e dei pregiudizi sull’identità di genere di cui si rendono conto, dei loro percorsi formativi, le loro relazioni sentimentali, le loro aspirazioni e le loro fragilità. Contemporaneamente è stata svolta un’indagine qualitativa, di approfondimento, su 104 giovani con interviste aperte, condotte da coetanei studenti di sociologia, volta a rilevare il vissuto delle relazioni con l’altro sesso, la loro conoscenza diretta o indiretta del problema della violenza nei confronti delle donne, la percezione delle sue cause, l’interpretazione delle dinamiche, delle responsabilità, delle possibili soluzioni. Nel resoconto vengono riportate le frasi più significative delle risposte alle interviste. Ne risulta un affresco corale di una generazione che cerca di uscire dai condizionamenti e dagli stereotipi di una società patriarcale tradizionale, che vive una condizione di maggiore libertà e parità tra i sessi, una maggiore facilità di manifestare i propri sentimenti, che si confronta con linguaggi, mezzi di comunicazione e modalità di relazioni che, se da un lato offrono spazi di libertà, dall’altro possono essere nuovi e potenti strumenti di costrizione e di controllo. Nel complesso emerge una volontà di differenziarsi dalle generazioni precedenti e una speranza oltre che una responsabilità a costruire un mondo migliore. Le ragazze intervistate, tuttavia, manifestano in maggioranza, rispetto ai ragazzi, consapevolezza della persistenza di stereotipi e pregiudizi e timore per le conseguenze che questi possono avere nella loro vita quotidiana e sulle scelte future. Per alcune di loro, sebbene libere e aperte alla vita, la paura derivante dal rapporto con l’altro è ancora un tema.
La seconda parte approfondisce vari aspetti che concorrono a ricostruire, come in un puzzle, il contesto sociale e culturale nel quale maturano atteggiamenti ed episodi di violenza. I temi sono molti e non escludono riferimenti alla responsabilità del mondo maschile più restio ad abbandonare una posizione di potere. Vi sono saggi che analizzano se ha ancora senso parlare di patriarcato, il paradosso della vita dei maschi sempre onnipresenti ed inesplorati, ma raccontano anche gli uomini nel cambiamento, parlano di femminicidio come rappresentazione sociale e riconoscimento giuridico, dell’educazione sessuo-affettiva come scoperta del desiderio e come pratica democratica, degli adolescenti e della musica trap, della violenza domestica e degli effetti su figli e sulla funzione materna, della violenza sessuale nell’era digitale. E questi sono soltanto alcuni titoli dei temi trattati.
La terza parte è costituita da una ricostruzione del pensiero femminista in Italia ed il rapporto con la condizione e la libertà femminile oltre che dalla presentazione di alcune esperienze (es. Milano, Torino) di presa di coscienza del mondo maschile sui rapporti con l’altro sesso finalizzati a contrastare la violenza di genere partendo da sé stessi.
Un capitolo inizia con una pagina del diario di Giulia Cecchettin nel quale lei aveva elencato con lucidità 15 motivi per lasciare il fidanzato.
“Abbiamo litigato per il fatto che non lo avessi fatto venire al compleanno della Elena.
Ha sostenuto più volte fosse mio dovere aiutarlo a studiare.
Si lamentava quando mettevo meno cuori del solito.
Necessitava di messaggi molte volte al giorno.
Ha idee strane riguardo al farsi giustizia da soli per i tradimenti, alla tortura, robe così.
Quando lui ha voglia, tu non puoi non averne se no diventa insistente.
Non accetta le mie uscite con la Bea e la Kiki.
Non accetterebbe mai una vacanza mia in solitaria con maschi nel gruppo.
Tendenzialmente i tuoi spazi non esistono.
Lui deve sapere tutto, anche quello che dici di lui alle tue amiche e allo psicologo.
Durante le litigate dice cattiverie pesanti e quando l’ho lasciato mi ha minacciato solo per farmi cambiare idea…
C’è stato un periodo in cui dopo esserci detti ‘Buonanotte’ mi mandava sticker finché non vedeva che non ricevevo più messaggi per controllare che fossi davvero andata a dormire.
Tutto quello che gli dici per lui è una promessa e prova a vincolarti così.
Prendeva come un affronto il fatto che volessi tornare a casa prendendo l’autobus alla fermata più vicina e non in stazione.
Una volta si è arrabbiato perché scesa dall’autobus volevo fare 5 minuti a piedi da sola mentre lui era da un’altra parte, senza aspettarlo.”
Il padre di Giulia, con un atto di estremo coraggio, ha voluto pubblicare questa pagina, così intima, così lucida e così cruda, del diario della figlia, nella convinzione di poter aiutare tante giovani che riconoscendosi anche solo in uno di questi pensieri non esitino a chiedere aiuto. E questo è un altro obiettivo del libro. Un libro da leggere da parte degli operatori sociali, educatori e da parte dei giovani.
Cristina Pasqualini. In nome di Giulia- Il coraggio di cambiare della generazione Z, Quaderni del Rapporto Giovani, Istituto Toniolo, Vita e pensiero editrice 2026*
*Per scaricare gratuitamente: https://www.vitaepensiero.it
20 marzo 2026