Appuntamento il 23 ottobre presso la Sala Guido Fanti, Via Aldo Moro, 50, Bologna
L'evento è promosso e organizzato dall' Assemblea Legislativa Regione Emilia - Romagna in collaborazione con la Fondazione Nilde Iotti.
In questo tempo difficile ,attraversato da incertezze, diseguaglianze, disumanità, fragilità e solitudini è fondamentale sostenere le famiglie e le reti familiari nei loro quotidiani compiti di cura, educativi e di relazioni umane. Il benessere delle famiglie è il benessere delle persone e della società.
Vogliamo sostenere, promuovere, prendere in carico le famiglie e le reti familiari come grande bene umano e sociale. Troppe volte invece le famiglie, in particolare le donne, si trovano sole sovraccaricate di problemi ed oggi anche con la scarsità di servizi sociali e beni comuni. Oggi ci sono in Italia oltre 25 milioni di famiglie con quasi quattro milioni in più rispetto al 2000; di queste ben il 37,4% ovvero più di 8 milioni di persone vivono sole. Sono famiglie unipersonali. Questo fenomeno è in crescita soprattutto tra le fasce di età centrale 25 e 44 anni. Al contrario le famiglie numerose sono sempre meno. Le famiglie con sei o più componenti rappresentano solo l’1,2% del totale mentre nel 1951 erano il 20,1%.
Le coppie con figli, in genere figlio unico, rappresentano il 30% delle famiglie italiane; le famiglie monoparentali, in prevalenza madri sole sono oltre 2,5 milioni pari al 10%; sono in aumento le famiglie che vivono sotto la soglia di povertà assoluta, circa il 7,5 % del totale con un trend in aumento rispetto al 2007. Questi dati mostrano una società italiana in evoluzione con cambiamenti significativi nella struttura familiare e nelle dinamiche economiche e sociali.
A cinquant'anni dalla Riforma del Diritto di famiglia, legge N.151 del 1975 che , dopo trent'anni di lotte, cancella il Codice Rocco e traduce i principi Costituzionali 29-30-31, passando da una famiglia gerarchica e patriarcale ad una famiglia come comunità di affetti e parità tra i coniugi e pieno rispetto dei figli, nati nel matrimonio fuori dal matrimonio, è fondamentale ricordare e dare valore a quel passaggio storico e anche fare un bilancio delle trasformazioni che ci sono di fronte.
Verificare gli aggiornamenti legislativi necessari. Il più importante è riconoscere la pluralità delle famiglie e delle convivenze familiari, il dovere che ciascuna sia rispettata e ,soprattutto, che ciascun figlio che nasce possa avere una famiglia. Servono dunque riforme coraggiose come la possibilità del singolo di adottare un figlio/a e il riconoscimento della pluralità delle famiglie. Bisogna consentire alle coppie di avere i figli che desiderano. Basta con la esaltazione delle famiglie e basta con le politiche delle mancette che porta avanti questo governo!!. Ci vogliono politiche strutturali come avviene in tutti i paesi europei.
Bisogna potenziare la legge che prevede l'Assegno per i figli, la possibilità per la madre di trasmettere il suo cognome ai figli, prevedere il congedo obbligatorio di maternità e paternità migliorando la legge N.53 del 2000 a 25 anni della sua nascita. Bisogna dotare i territori di servizi come le mense scolastiche e gli asili nido , luoghi di incontro dei bambini e degli adolescenti, promuovere incontri positivi tra italiani e nuovi italiani. Costruire una solidarietà tra le generazioni, valorizzare la stagione della vita anziana, applicare la Legge per la presa in carico delle persone non autosufficienti, promuovere una legge nazionale sui Caregiver familiari, su esempio della legge dell’EMILIA Romagna e della Toscana.
Creare spazi e tempi delle città che non facciano sprecare tempo alle persone e che restituisca invece tempo agli effetti, alle relazioni, alla formazione, rilanciare il progetto delle città dei Quindici Minuti, i piani Regolatori dei Tempi delle citta. Servono servizi di prossimità che aiutino le famiglie a svolgere le loro incombenze quotidiane attraverso una collaborazione positiva tra le famiglie stesse. Insomma ci vuole un'Agenda per le famiglie ed una cultura che investa su di loro come parte attiva della comunità. Bisogna promuovere e sollecitare relazioni umane, calore umane, scambio di amicizia, ostruzione di comunità. A questo vanno sollecitati i cittadini e su questo possono fare molto le amministrazioni locali come insegna la realtà dell'Emilia Romagna.A questo devono dedicare attenzione e risorse le politiche pubbliche nazionali.
Livia Turco