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Patto italiane-migranti per la dignità del lavoro
di Livia Turco da L'Unità del 18 dicembre 2012

Bisogna costruire un patto tra italiane e migranti: per la dignita'del lavoro, per la buona e piena occupazione, per un welfare delle sicurezze per tutti, per la scuola interculturale.

I volti pieni di dolore  che implorano di essere riconosciuti con la dignità'di persone umane provenienti in questi giorni da Rosarno, ci ricordano quanto sia ancora lunga la strada per combattere lo sfruttamento che umilia tante persone immigrate.

Per questo e' importante celebrare la giornata mondiale ONU dedicata ai lavoratori migranti ed alle loro famiglie.Quest'anno l'Onu sollecita gli stati a ratificare la Convenzione dell'oil "sul lavoro dignitoso per le lavoratrici ed i lavoratori domestici."Come sappiamo,si tratta di una realtà' molto ampia e diffusa in tutto il mondo e tante volte  sottoposta,in modo silenzioso a condizioni di vita pesanti, forme di sfruttamento e violenze. In Italia nel 20011 erano 893.351 i collaboratori famigliari,l'88,6/per cento donne,di cui oltre il cinquanta per cento non comunitarie a partire dalle donne ucraine. Tra le comunitarie il primato spetta alle donne rumene.Sono dedite nel 50/per cento dei casi alla cura degli anziani, tante volte soli, nel 30/0 dei casi alla cura dei nostri figli.Insomma,come abbiamo più' volte detto , a loro affidiamo i nostri tesori, i nostri figli, i nostri vecchi, le nostre case. Di queste donne e uomini abbiamo imparato ad apprezzare la disponibilita'alle relazioni umane, il rispetto e la disponibilità', la loro cultura, particolarmente viva in alcuni paesi,di rispetto degli anziani. Quello domestico e'un lavoro che va tolto da ogni forma di sfruttamento e fatto emergere dalle situazioni di irregolarità'. Bisogna qualificarlo e definire vie legali di ingresso scorrevoli e personalizzate.Per evitare le ricorrenti e costose sanatorie. Le collaboratrici famigliari sono un architrave del nostro welfare,hanno sopperito alla carenza di servizi sociali e risposto ad una domanda di personalizzazione dei servizi,di domiciliarita'. Associazioni di donne migranti con operatori sociali enti locali ed associazioni italiane stanno promuovendo una innovazione nella invenzione e gestione dei servizi, ad esempio costruendo gemellaggi tra servizi sociali italiani e le comunità' da cui provengono le donne migranti. Perche'non possiamo dimenticare che queste donne sono a loro volta madri e figlie di donne anziane che restano nei paesi d'origine o che quando seguono le madri si trovano a trascorrere tanto tempo da soli. Le donne migranti nelle nostre famiglie sono state e sono formidabili costruttrici di convivenza, ci hanno aiutato e ci aiutano a liberarsi degli stereotipi con cui guardiamo gli immigrati facendo crescere in noi un sentimento di fiducia. Sono loro che costruiscono ponti tra culture ed insegnano a noi italiani a guardare con gli occhi giusti i nostri nuovi conviventi, gli immigrati. Le donne italiane hanno scelto il legame di interdipendenza che le unisce alle nuove italiane. Senza di loro la loro emancipazione sarebbe stata molto piu'difficile. Un rapporto non sempre facile quello tra italiane e migranti, tante volte segnato dalle diseguaglianze ,dalle disparità', da conflitti e diffidenze. Bisogna costruire un patto tra italiane e migranti: per la dignita'del lavoro, per la buona e piena occupazione, per un welfare delle sicurezze per tutti, per la scuola interculturale. La stragrande maggioranza delle donne migranti sono colte, combattive, partecipano alla vita sociale, sono animatrici di associazioni. Quelle che noi chiamiamo badanti sono cittadine cui va riconosciuta autorevolezza politica e vanno sollecitate a diventare protagoniste della vita sociale e politica del nostro paese. Abbiamo voluto sottolineare questa centralità' del lavoro di cura e l'importanza della cittadinanza sociale e politica attraverso un piccolo gesto simbolico. Oggi una delegazione di nuove italiane, tra cui diverse collaboratrici famigliari,insieme ai sindacati ed alle ACLI -Colf, visiteranno la Camera dei deputati e seguiranno i lavori parlamentari.Avremmo voluto seguissero la discussione e la approvazione della mozione che il pd ha presentato per il recepimento della Convenzione OIL ma la crisi politica c'è lo impedisce. Trasmettiamo questo impegno a coloro che animeranno la prossima legislatura. Tra questi e queste  ci auguriamo ci siano anche i nuovi e le nuove italiane. Anche di qui passa il rinnovamento della classe dirigente. Per renderla d'avvero adeguata ai nostri tempi e capace di costruire il futuro.

Livia Turco

 


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