Livia Turco: "Dedicare l'8 marzo alle donne nei paesi in guerra nel mondo"

"In questo 8 marzo, che vede in tante parti del mondo negati i più elementari diritti umani e civili il nostro sostegno va a tutte le donne nelle zone di guerra, ucraine, palestinesi, che vivono ancora sotto le bombe, rischiando la vita, e quella dei propri figli, alle donne iraniane che lottano per la libertà e sono scese in piazza in questi anni sapendo di andare incontro alle torture, allo stupro, alla morte".


(ANSA) - ROMA, 06 MAR - Dedicare la giornata dell'otto marzo 2026 a tutte le donne che vivono oggi negli scenari di guerra in tutte le parti del mondo, vittime e combattenti, e non possono esercitare democraticamente il proprio impegno in favore della pace assumendo posizioni di rilievo in ogni contesto del proprio Paese. E' quanto propone la Fondazione Nilde Iotti, che raccoglie l'eredità delle 21 donne costituenti italiane.

"In questo 8 marzo, che vede in tante parti del mondo negati i più elementari diritti umani e civili - dichiara la presidente della Fondazione, Livia Turco - il nostro sostegno va a tutte le donne nelle zone di guerra, ucraine, palestinesi, che vivono ancora sotto le bombe, rischiando la vita, e quella dei propri figli, alle donne iraniane che lottano per la libertà e sono scese in piazza in questi anni sapendo di andare incontro alle torture, allo stupro, alla morte. Molte di loro oggi sono in carcere e si teme per la loro vita, dal momento che il regime, che non ha più niente da perdere, sa bene che potrebbero rappresentare la classe dirigente del futuro" .

"Accogliamo l'appello della scrittrice Azar Nafisi, autrice di "Leggere Lolita a Teheran", che vive in esilio negli Usa perchè l'Occidente sostenga la società civile del suo Paese e il popolo iraniano scendendo in piazza e chiedendo giustizia per loro". dice Livia Turco. "L'esempio delle nostre Madri Costituenti ci dice - aggiunge - che i diritti non si conquistano e non si mantengono nelle democrazie con le azioni della politica che arriva dall'alto: ma con l'azione e la pressione che i cittadini possono esercitare sui propri governi". (ANSA).