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Lettera di una donna migrante in italia



Il rischio che la comunità italiana divenga l’emblema di uno spazio caratterizzato da una mentalità rabbiosa, segna in me una profonda tristezza, pur sapendo che tali attitudini testimoniano in molti casi, una volontà legata a delle logiche individuali e rinchiuse negli ego, ego questo di chi è ancora convinto dell’esistenza di una pura identità. Triste, vedere/sapere che tali logiche calano, in gran parte dall’alto, ovvero provengono dal vertice della politica italiana, cosciente che tutto ciò potrà condizionare la volontà/scelta e/o decisione della popolazione italiana.



Il nazionalismo è oramai una realtà presente nei vari paesi attraverso forme specifiche a livello politico. Lo scopo è quello di impedire ed arrestare, nonché disorientare il Popolo Sovrano e le sue decisioni. Il Continente europeo si trova coinvolto dal cosiddetto “populismo”, peggiorando in questi ultimi anni, grazie alla crisi socio - economica che ha travolto il Pianeta, percuotendo sia i paesi ricchi sia quelli meno facoltosi. Sono stati colpiti i vari strati delle popolazioni; larghe parti si sono sentite fracassate dal crollo della economia e, dunque, calpestati.
 
Alcune di queste parti sono presenti anche in Italia e in tutto questo c’è la buona riuscita dei “populisti” a fronte di una sorta di declino etico e morale.
Noto con ammarezza l’immensa propaganda effettuata da coloro che governano l’Italia attualmente e dall’altro canto vedo che le voci delle opposizioni fanno poco eco e ciò mi preoccupa. Mai come ora, ho avuta la sensazione di veder negati i diritti anche da chi considero indifeso, ovvero i bambini – i bambini figli dei migranti, ragione per la quale, non mi stupiscono le decisioni prese dalla Sindaca di Lodi. Tuttavia dico che tali atti restano, per me, gesti vigliacchi e sono convinta che lei e molti altri rappresentanti si sentono legittimati grazie al clima di intolleranza, calato in gran parte “dall’alto”.
 
E, qui, voglio dire che anche a fronte delle parole, dette dal Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico - Luigi di Maio - su “La Repubblica” del 14 ottobre 2018, ovvero: “i bambini non si toccano”, chiara rimane la dicitura del Contratto di Governo – Lega/M5Stelle, così come chiaro è per me il Decreto Salvini e aggiungo anche le continue offese da parte di alcuni esponenti politici nel confronto delle persone di origine straniera! Al di là di ogni provvedimento, al di là delle ripetute parole, mi colpisce molto anche la frantumazione che persista sul tema della immigrazione e guardo con preoccupazione l’opaca fotografia di una Società sempre meno aperta alla interazione. Abbiamo davanti un quadro che mi porta a dedurre le mille difficoltà future rispetto alla convivenza fra chi accoglie e chi arriva. 
 
Il rischio che la comunità italiana divenga l’emblema di uno spazio caratterizzato da una mentalità rabbiosa, segna in me una profonda tristezza, pur sapendo che tali attitudini testimoniano in molti casi, una volontà legata a delle logiche individuali e rinchiuse negli ego, ego questo di chi è ancora convinto dell’esistenza di una pura identità. Triste, vedere/sapere che tali logiche calano, in gran parte dall’alto, ovvero provengono dal vertice della politica italiana, cosciente che tutto ciò potrà condizionare la volontà/scelta e/o decisione della popolazione italiana.
 
Il capitolo 13 del contratto di governo Lega/M5S descrive il vero piano di questo governo rispetto al tema della immigrazione, paragonabile se vogliamo alle decisioni prese dalla Sindaca di Lodi, in questi ultimi giorni. Le due parole: “rimpatri e stop al business” allocate in quel contrato, più la negazione dei diritti ai figli dei migranti (cfr. cap. 18), rappresentano delle scintille che mettono a fuoco pensieri simili. Naturalmente, essi sono pensieri mostruosi, al mio vedere! 
 
Privare un bambino di mangiare con i suoi compagni, perché, di origine straniera, mi fanno rabbrividire a prescindere da qualsiasi motivazioni; è qualcosa che mi fa inorridire e lancio senza esitarmi il mio grido di allarme, ovverosia, un grido alla non alla discriminazione! Suddetti atti e/o suddette decisioni, etc., dimostrano la scarsa familiarità che si ha sull’assunto in questione e verso chi è stato costretto a migrare. 
 
La complessità della realtà migratoria, a me sembra, è sfuggita da molti occhi e voler ridurre l’immigrazione esclusivamente alla materia Sicurezza Pubblica attraverso l’implementazione delle azioni dure, blindate da uno spirito oppressivo, non è altro che un calcolo inefficiente. Sembra che la Persona sia sparita nelle varie decisioni ed è chiaro che si tratta di uno intento fragile e di durata spedita. Continuare a vedere i nuovi cittadini esclusivamente come numero o grande criticità per il Paese, porta a vedere meno la realtà migratoria nella sua complessità. Sono certa che la soluzione, la si può trovare solamente attraverso l’implementazione di modelli nuovi, modelli capaci di fotografare e rispondere alle esigenze di una Nuova Società. Nuova come è, oggi, la Società italiana.
In certe azioni leggo una specie di agevolazione alla laboriosità vessatoria rispetto ai nuovi cittadini e ogni sollecitazione sembra rinviata ai singoli apparati securitari, sfuggendo l’idea che ogni Persona di buon senso auspica di poter vivere in un luogo sicuro. La sicurezza non è, e né deve essere un fatto circoscritto e demandato per/ad alcuni. Continuare a credere che la fragilità socio – economica di Italia, sia motivata esclusivamente dalle nuove presenze, è un’altra mera fantasia. 
 
Così come, dico: non è mettendo a rischio/repentaglio la vita della persona che un Governo può dimostrare di essere capace. Chi scappa dalle persecuzioni (guerre, conflitti vari, catastrofi naturali, precarietà economiche), non lo fa per il gusto di fare, non lo fa per scelta, lo fa, perché lui o lei ha bisogno di protezione e non di repulsione. Noto che, anziché, pensare alla tutela dell’individuo, è in riserva un progetto punitivo e questo fa sì che persino i bambini (i figli dei migranti nati – la maggior parte o cresciuti in Italia) vengono “ignorati” e per certi versi puniti.
 
Molti sono gli elementi perversi che si stanno emergendo, persino sulla riunificazione familiare dei migranti; anzi sembra che si tratta di un diritto di minore importanza e che l’unità familiare per i cittadini migranti, sia qualcosa da by passare, qualcosa che nemmeno merita attenzione. Pare che vi sia un intento ad appesantire le vie anche in questo caso e, a me sembra che persista la volontà a voler contrastare tutto ciò che si riferisce al cosiddetto “diverso”. Vaglia dire, sembra che il “diverso” sia il nemico da combattere! Ma, voglio aggiungere: tali attitudini non sono degne di una Società civile e trovo che pericoloso è il pensiero da chi recepisce l’altro, quale, avvisaglia e/o bersaglio da colpire! 
 
Voglio ricordare a Tutti che chiunque sbaglia, non lo fa perché appartiene ad una Nazione piuttosto che ad un’altra; sbaglia, perché è di mal costume e, in quanto persona di mal costume va punito/a. Punto! E, a tal proposito, va detto che le normative italiane contengono, già, degli strumenti adatti a contrastare qualsiasi attitudine non rispondente alla Costituzione/Leggi italiane; è, dunque, eccessivo andare ad escogitare altre per il giusto gusto di punire; per il gusto di punire colui o colei, venuti da lontano e i loro figli! L’accoglienza sembra essere, non più un gesto di civiltà; l’impressione è che sia qualcosa da abbattere. Impostazione da chi ingiustamente lega il tema della immigrazione esclusivamente al malaffare. 
 
Sotto questo punto di vista, il cosiddetto “populismo” diventa l’espressione della crisi della democrazia e qui, il mio appello ai partiti riformisti di far leva sulle deformate decisioni. La Storia ci insegna che il nazionalismo consolida la sua mossa a fronte delle misure conservatrici e dai partiti che abbattono le conquiste democratiche, annullando l’autonomia del Popolo e rinforzando l’inibizione contro il sistema. Facendo sì che la repressione sia carica! Andando a chiudere, esprimo ancora una volta, la preoccupazione rispetto alla gestione e l’impianto dei disegni, come quello della Sindaca di Lodi; non voglio esagerare, ma dico che l’avvicinarsi ad una fotografia Inumana per un Paese che da sempre si è definito aperto e democratico, è qualcosa da combattere. 
 
Concludo dicendo che è inaccettabile pensare che i nuovi cittadini siano esclusivamente il “problema” per l’Italia, così come è inammissibile pensare che loro siano qualcosa da sbaragliare; qualcosa che raffiguri il fantasma del “Diverso” o di coloro che nutriti da una vera dose di fantasia, un giorno decisero di abbandonare la propria Terra. 
 
Termino dicendo che l’inesistenza di una allusione riguardo i nuovi flussi migratori regolari, dimostri l’ostilità verso chi cerca di migliorare le proprie condizioni di vita, andando altrove, ovvero costretti a lasciare la Terra di origine. Aggiungo, lasciando l’ampio spazio agli arrivi irregolari! 
Infine, lascio una mia proposta ed è la seguente: per oltrepassare i difetti sopraindicati, trovo che sia necessario individuare nuovi canali che vedano meno l’indignazione del Popolo, evitando che esso si ferma a fronte degli spassionati obiettivi politici, posti da coloro che lo rappresentano attualmente.
 
Sono certa che i modelli drastici, produrranno il malessere, sia al migrante sia alla Società italiana.
 
Maria José Mendes Évora
 
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