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Presentata al Senato la campagna "Stop Rape" Italia



Il 19 giugno del 2008 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 1820 con  la quale ha condannato la violenza sessuale come una tattica di guerra ed un impedimento alla ricostruzione della pace  e l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 19 giugno di ogni anno giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sessuale durante i conflitti.



Stop rape Italia nasce nel 2014 in seguito ad una missione della premio Nobel per la pace Jody Williams  e all'impegno  della campagna italiana contro le mine e al suo direttore Giuseppe Schiavello.
 
La Williams, assieme ad altre 5 premi Nobel per la pace,riunite nella Nobel women's initiative,ha messo a disposizione la visibilità data dal premio per portare alla attenzione della comunità internazionale  le diverse problematiche relative alle donne nelle aree di conflitto tra le quali centrale resta lo stupro.
 
I pilastri della azione della campagna  sono le cosiddette 3p: Prevenire, Proteggere,Perseguire.
Per realizzare questi obiettivi resta centrale che il problema venga conosciuto e condiviso sempre di più.
 
Tutte ricordiamo il film la Ciociara che racconta in modo magistrale il dramma delle oltre 60.000 italiane che hanno subito violenza nella seconda guerra mondiale  così come ricordiamo lo stupro etnico della Bosnia  subito da 20.000/ 50.000 donne. Poi  le 65.000 della Sierra Leone, le 50.000/100.000 del Rwanda, e oggi la Siria, la Columbia , la Costa d'Avorio , la Somalia e molti altri luoghi di conflitto, compresa la Libia. Questi però non sono solo terribili numeri ,ma sono donne violate , torturate e anche uccise.
 
Gli stupri continuano ad essere utilizzati  come arma anche dopo che una pace è stata negoziata  e gli effetti di queste violenze proseguono ben oltre la conclusione della guerra.
 
Le vittime sono esposte a traumi di ogni tipo , da fisici a psicologici ,tali da rendere impossibile un loro reinserimento nella vita familiare e sociale. Così come terribile è la condizione di eventuali bambini nati dalla violenza.
 
Ecco la assoluta esigenza di tenere alta l'attenzione su questi drammi impegnando ogni energia  perchè non ci si adatti a considerarli inevitabili conseguenze dei conflitti.
 
Per questo  in sala Nassirya al Senato è stata presentata la prima campagna italiana di comunicazione, costruita con immagini forti da condividere con il mondo dei social .
Al lancio della campagna erano presenti la Senatrice Valeri Fedeli, la senatrice Silvana Amati, la coordinatrice nazionale di stop rape Italia, Tibisay Ambrosini, la capitana della nazionale italiana di hockey prato, Chiara Tiddi con tutta la squadra.
 
La campagna è firmata dalla direzione creativa di Esmeralda Spada  e dall'obiettivo  di Diego Zitelli.
Michela Andreozzi, attrice e regista, ambasciatrice della campagna è la protagonista di un video che completa il percorso di attenzione e sensibilizzazione. 
 
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