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“Bomba carta contro il centro profughi nella notte in Alto Adige”, così “La Repubblica”il 21 Maggio 



Non mi stupisce un gesto simile, pur restando un gesto vigliacco nei miei occhi, ma, riconosco la forza di chi l’ha commesso in questo attuale momento. L’Italia, ha sotto gli occhi il contratto di governo - Lega – Movimento 5Stelle - sottoposto alla conoscenza del Presidente Sergio Mattarella. Al di là di ogni provvedimento, mi colpisce il fatto che da quel cosiddetto contratto si evidenzi la fotografia di una futura Società italiana, più povera e poco aperta alla convivenza. 



Sono convinta che la comunità italiana diverrà l’emblema, di uno spazio frantumato, caratterizzato da una mentalità retrograda, nonché rabbiosa. So anche che le righe riportate in quel testo, non testimoniano la volontà del Popolo, bensì, esse sono logiche individuali.

Il capitolo 13 di suddetto documento riporta il piano sul tema della immigrazione, riassunto in due parole: “rimpatri e stop al business”. A questi, si associa la negazione, riservata ai bambini - figli dei migranti – privi del diritto di usufruire delle agevolazioni riguardante l’accesso all’asilo pubblico. Come definire tutto ciò? Al mio vedere, si tratta di un grido alla discriminazione! 

I concetti di quel documento sono sufficienti, per farmi comprendere i loro obiettivi che di per sé, dimostra la scarsa familiarità con le persone che migrano. Al mio vedere, la complessità della realtà migratoria è sfuggita dagli occhi di coloro che hanno prodotto quel documento con il pericolo di ridurre l’immigrazione esclusivamente la materia Sicurezza pubblica. Forse, credano che questo tema necessiti di azioni dure e io sono certa che il format previsto per la gestione di questo argomento sia un format chiuso, nonché blindato dalle idee oppressive.

Da quel testo, sembra che siano sparite le persone; è chiaro l’intento è quello di vedere i nuovi cittadini esclusivamente come numero e/o delle criticità per il Paese. Per loro, pare che ogni soluzione verrà trovata attraverso i modelli drastici, modelli che una volta applicati faranno del male sia al migrante sia alla Società italiana. Emerge, in modo chiaro, una sorta di agevolazione alla laboriosità vessatoria rispetto ai nuovi cittadini e ogni sollecitazione, sembra che vada rinviata ai singoli apparati securitari. 

Sfugge il fatto che ogni Uomo, auspica di poter vivere in un luogo sicuro e voglio ricordare ai futuri governanti che la sicurezza non è e non debba essere considerata una idea circoscritta. La sicurezza è auspicato da qualsiasi persona di buon senso!

Mi viene da pensare che gli autori di quel testo, credano che la fragilità socio – economica del Paese, sia derivata dalle presenze dei nuovi cittadini e, quindi, saranno risolte soltanto attraverso la lotta dura nei loro confronti. Il fatto che si dia grande enfasi alle aperture delle sedi di permanenze temporanee, in tutte le regioni (in quanto luoghi da rinchiudere qualsiasi persona in status di irregolarità), dimostra quanto non tengono conto dei molteplici fattori che accompagnino i presenti sul territorio. Esempio, il mancato lavoro, motivo principale per la perdita del permesso di soggiorno, sarà per loro un taglio al diritto di permanenza sul territorio italiano, a prescindere dalla data di arrivo. A tal proposito, domando: non è il caso che, in primis, ci sia posta l’attenzione sul miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro, onde consentire anche al migrante di poter reimpiegare, qualora egli o ella perda il lavoro? 

Signori futuri governanti: non è mettendo a rischio/repentaglio la vita della persona che Voi dimostrerete di essere capaci. Sappiate che il rischio di cadere nella irregolarità non può essere sinonimo della vostra fobia sul tema della clandestinità, così come considerare chiunque varca la soglia di questo Paese un potenziale delinquente, è una idea impercettibile. Semmai, il Paese necessita di una accurata riflessione rispetto alle motivazioni che spingono le Persone a lasciare i propri luoghi di origine. Chi sfugge dalle persecuzioni (guerre, conflitti vari, catastrofi naturali, precarietà economiche), non lo fa per il gusto di fare. Esso ha bisogno di protezione e non di repulsione. Punto!

Anziché, pensare a tutelare l’individuo, sembra che il contratto Lega/5 Stelle riservi un progetto punitivo ai migranti, ignorando persino loro figli nati (maggioranza) e/o cresciuti in Italia. 

Voglio evidenziare un altro elemento perverso del suddetto contratto, in particolare, laddove vengono descritti i pensieri sulla riunificazione familiare, sembra che l’unità della famiglia per i cittadini migranti sia, per loro, qualcosa di by passare, ovvero qualcosa che non meriti alcuna attenzione. Anzi, pare che l’intento sia quello di appesantire le prassi burocratiche e, quindi, evidente la volontà di voler contrastare tutto ciò che viene considerato il diverso. 

Persino i credi religiosi vengono messi in discussione e consentitemi di dire che continuare a vedere l’Islam come il nemico da combattere, non solo non è ingiusto, ma, nemmeno può essere il pensiero degno di una società civile. Pericoloso è il pensiero di chi vuole recepire una religione come avvisaglia e/o bersaglio da colpire! Nel dire questo, aggiungo: chiunque sbaglia, non lo fa, perché appartiene ad una religione piuttosto che ad un’altra, sbaglia, perché è di mal costume e in quanto persona di mal costume va punito/a e aggiungo - le normative italiane sono composte da strumenti in grado di rispondere alle attitudini non rispondenti alla Costituzione e alle leggi italiane. È eccessivo andare ad escogitare altre per il giusto gusto di punire!

L’accoglienza, l’altro tema riportato sul contratto Lega/5stelle, evidenzia che essa non sia considerata un gesto di civiltà, bensì è qualcosa da abbattere; l’impostazione posta, dimostra quanto credano ingiustamente che ciò che riguarda l’immigrazione sia il malaffare. Insomma! Preoccupano la gestione dell’impianto designato e sono certa che i frutti che esso darà, rappresenteranno la vera fotografia della Inumanità. Nel mio modesto pensiero, provo a suggerire all’Italia di stare con chi come me non intende condividere, men che meno accogliere tali concetti. 

È inaccettabile pensare che i nuovi cittadini siano esclusivamente il problema per questo Paese! Il migrante sembra essere, per loro, qualcosa da sbaragliare, qualcosa che raffiguri il fantasma del Diverso, ovvero coloro che nutriti di una vera dose di fantasia, un giorno decisero di abbandonare la propria Terra e sbarcare nelle frontiere italiane.   Infine, noto l’inesistenza di una allusione rispetto ai nuovi flussi migratori regolari verso l’Italia e questo dimostra quanto i loro pensieri si traducono nella ostilità nel confronto di chi tenta di migliorare le condizioni della propria vita, non trovate nel paese di origine. 

Maria José Mendes Évora                                                

 
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