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Liliana Segre nominata Senatore a vita



La mattina nella quale il presidente della Repubblica ha telefonato a Liliana Segre per annunciarle la nomina a Senatore a vita la stragrande maggioranza degli italiani ha appreso la notizia con gioia e si è sentita liberata da un peso sul cuore che forse neanche credeva di avere.



Non siamo stati certo noi ad avere inventato i campi di sterminio e le camere a gas, ma certamente era anche nostra, del nostro paese, la colpa di avere emanato le leggi razziali del 1938 , di averle attuate con la nostra polizia e di aver permesso che partissero dalle nostre stazioni i carri merce blindati, pieni di ebrei destinati ai campi di sterminio.

Vero è che negli anni quaranta molto poco si sapeva di questa terribile macchina della morte ma vero è anche che non è possibile che migliaia di persone (vedi ciò che è avvenuto al ghetto di Roma) fossero catturate e spedite in Germania senza che nessuno se ne accorgesse.

E’ anche nostra allora la colpa di non aver urlato contro ciò che stava accadendo anche se non era possibile conoscerne appieno l’immensità della strage che si stava  compiendo. Ma se questo può anche soltanto in parte giustificare la non reazione negli anni quaranta è certamente improponibile come giustificazione alla “modesta” reazione di fronte ad esempio, alla proposta del candidato presidente di una civilissima regione d’Italia che ha parlato di “difesa della razza” e si è per di più giustificato dicendo che anche la Costituzione parla di “razza” senza accorgersi che dice esattamente il contrario di quello che prescrive la Costituzione.

Difatti la difesa della razza innanzitutto presuppone che qualcuno ancora consideri l’identificazione di sé l’appartenenza ad una razza come fattore che provoca un trattamento discriminante mentre la Costituzione all’articolo tre afferma  con chiarezza che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di razza.

Nel libro dei Salmi ci sovviene il Salmo di Davide:

Signore, quanti sono i miei oppressori! Molti contro di me insorgono,

molti di me vanno dicendo: “neppure Iddio lo salva!”

Ma tu “Signore” sei mia difesa,

tu sei mia gloria e sollevi il mio capo.

Al Signore innalzo la mia voce

e mi risponde dal suo monte santo.

Per chi crede il Signore è Dio Creatore. Per chi non crede, è la personificazione della giustizia che risponde al giusto perseguitato.

Rosa Russo Jervolino

 
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