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Consiglio d'Europa boccia maternità surrogata



"Sono felice che il Consiglio d'Europa abbia bocciato la regolamentazione della maternità surrogata o 'utero in affitto', pratica che considero abominevole". Così Livia Turco all'Ansa.



 "Una pratica che - secondo Turco - lede la dignità della donna e riduce la relazione madre-figlio, che si costruisce durante la gravidanza, a puro fatto biologico". "In nome di una non meglio specificata idea di libertà - aggiunge - con la maternità surrogata si legittima una bieca forma di sfruttamento delle donne più povere". "Mi auguro dunque - conclude Livia Turco - che la bocciatura del Consiglio d'Europa incentivi il dibattito perchè cresca il rifiuto culturale di questa pratica".

La presa di posizione della Presidente della Fondazione Nilde Iotti viene dopo la decisione del Consiglio d’Europa di dire no alla sua regolamentazion a livello europeo, neanche per quanto riguarda i diritti dei bambini nati attraverso questa pratica.

L'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (Vedi come hanno votato i membri) ha infatti bocciato la raccomandazione con 83 voti contrari, 77 a favore e 7 astensioni che proponeva di affidare al comitato dei ministri dell'organizzazione il compito di "considerare la desiderabilità e fattibilità di elaborare delle linee guida per garantire i diritti dei bambini in relazione agli accordi di maternità surrogata".   
 
La proposta era contenuta in un rapporto che ha avuto una gestazione difficilissima. La sua prima stesura, affidata alla parlamentare belga Petra De Sutter, risale all'inizio del 2015. Da allora De Sutter ha presentato diverse versioni di "risoluzioni e raccomandazioni" che l'hanno esposta a forti contestazioni, fino alla richiesta di toglierle l'incarico. Ma lo scorso settembre la parlamentare belga ha presentato un'ulteriore, ultima versione di risoluzione e raccomandazione.   
 
Per la maggioranza degli italiani e dei loro colleghi presenti in aula oggi, la proposta contenuta nella raccomandazione De Sutter era inaccettabile perché senza una condanna esplicita di tutte le forme di maternità surrogata - questa la tesi di chi ha votato contro - qualsiasi regolamentazione della pratica, anche se tesa a difendere i diritti dei più vulnerabili, finirebbe per costituire un consenso al suo uso.   
 
Non sono tuttavia mancati in aula gli interventi a favore della maternità surrogata detta altruista, che molti paesi, da ultimo il Portogallo, hanno legalizzato. Né quelli che hanno posto l'accento sul fatto che la pratica da condannare e vietare è quella della maternità surrogata commerciale, ovvero dell'utero in affitto, perché è questa che viola i diritti, non solo dei bambini, ma anche delle madri che li portano in grembo e li partoriscono per conto di altri.
 

 
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