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Elisabetta Conci



di Maria Teresa Morelli



Elisabetta (Elsa) Conci nasce a Trento il 23 marzo 1895, da Maria Sandri ed Enrico Conci, avvocato e notaio, eletto, nel 1886 alla Dieta di Innsbruck, nel 1897 è deputato alla Camera, dove ricopre incarichi per lo schieramento clericale-conservatore. Internato a Linz dallo scoppio del primo conflitto mondiale fino al maggio 1917, dal 1920 è senatore del Regno d'Italia per il Ppi.
Elsa Conci è la prima di cinque sorelle: Lidia, Amelia, Emma e Irma. Nel luglio del 1915, dopo aver conseguito la licenza liceale, presso il liceo privato femminile delle Orsoline ad Innsbruck, raggiunge il padre confinato a Linz con la famiglia. Contro di lei viene avviato un processo per irredentismo, che però non arriva alla sentenza per la sopravvenuta amnistia, alla morte dell'imperatore Francesco Giuseppe nel 1916.
Nell'autunno del 1915 si iscrive alla Facoltà di Filosofia dell'Università di Vienna che frequenta per tre anni fino all'ottobre del 1918. Finita la guerra si trasferisce alla Facoltà di Lettere dell'Università di Roma dove si laurea con lode il 2 dicembre 1920, discutendo la tesi "Il Mefistofele di Arrigo Boito come espressione del romanticismo milanese". La Conci è diplomata anche in pianoforte, nutre una grande passione per la musica che in qualche modo appartiene al genoma familiare; sua madre, infatti, era insegnante di pianoforte. Durante gli anni universitari Elsa Conci partecipa attivamente alla Federazione universitaria cattolica italiana (FUCI) e ne diventa in seguito presidente della sezione romana. (M.T.A. Morelli, Le donne della Costituente, Laterza, Roma-Bari, 2007).
Nel 1923 vince la cattedra di lingua tedesca al liceo di Pavia, ma la rifiuta poiché non intende allontanarsi dall'ambiente trentino dove aveva già iniziato una intensa opera di organizzazione della gioventù femminile. Accetta l'insegnamento della lingua tedesca presso l'Istituto tecnico «Leonardo da Vinci» di Trento, dove vi rimane per quindici anni. La scuola rappresenta per la Conci il primo campo di azione sociale. Nei difficili anni della guerra offre la propria collaborazione al fine di creare centri di studio e di assistenza, doposcuola e mense per studenti. È molto attiva, dunque, nel campo dell'assistenza all'infanzia, dell'assistenza sociale e della formazione professionale femminile. Uniforma la sua vita ai principi di fede e carità ispirati all'Istituto secolare "Figlie della Regina degli Apostoli", fondato dalla scrittrice Elena da Persico e approvato dalla Chiesa nel 1948. (G. Grigolli, Elsa Conci. La sposa della Dc, Stella, Rovereto, 2005).  
Nel 1945 Elsa Conci fa parte del primo comitato provinciale della DC trentina, per i gruppi femminili; è la prima donna ad intervenire in un congresso provinciale del partito. Contribuisce ad una rapida riattivazione dell'Opera nazionale di assistenza all'infanzia delle regioni di confine (ONAIRC) e dell'Istituto professionale femminile; promuove, inoltre, la costituzione a Trento della Scuola superiore di servizio sociale. Collabora con «Il Popolo Trentino» (poi diventato «l'Adige»).
Il 2 giugno 1946 viene eletta deputato alla Costituente nella lista della Democrazia cristiana nell'VIII collegio elettorale (Trento), posizionandosi al secondo posto, dopo De Gasperi, con 4.881 voti di preferenza. Presenta due interrogazioni con risposta scritta riguardanti rispettivamente "Provvedimenti in merito alle concessioni a favore dei pensionati in base a convenzioni speciali" (seduta del 6 febbraio 1947) e "Liquidazione delle pensioni dirette ed indirette" (seduta del 12 maggio 1947). Nell'ambito dell'attività legislativa in Assemblea interviene nella discussione sul disegno di legge n. 63 "Sullo statuto speciale per il Trentino e l'Alto Adige", nella seduta pomeridiana del 29 gennaio 1948, d'iniziativa della Commissione per la Costituzione, Sottocommissione per gli statuti regionali. Fa parte, infatti, del «Comitato dei 18», un comitato di redazione costituito dall'Ufficio di presidenza della «Commissione dei 75», allargato ai rappresentanti di tutti i partiti, che ha il compito di coordinare e armonizzare il lavoro prodotto dalle tre Sottocommissioni; la Conci si trova ad affrontare il nodo degli statuti delle Regioni ad autonomia speciale in relazione al testo Costituzionale.
Si occupa con grande impegno della questione delle autonomie e dei problemi che la stessa pone in riferimento all'Alto Adige. Appoggia le richieste sudtirolesi e ottiene che i due comuni di Salorno e di Egna vengano uniti alla provincia di Bolzano; anche diverse competenze legislative vengono trasferite dalla regione alle due province di Trento e Bolzano, ma la richiesta della denominazione Südtirol, che tanto stava a cuore agli esponenti della Volkspartei, non viene accolta.
Nell'ambito dell'attività non legislativa, il 6 febbraio 1947, interviene per commemorare il collega Luigi Battisti, figlio dell'eroe trentino Cesare Battisti. L'8 marzo 1947 prende la parola in Aula per la celebrazione della Giornata della donna affermando che «il primo compito nostro, il più sacro e il più alto, è la famiglia [...] per questo [...] reclamiamo dalla nuova Costituzione quelle nuove disposizioni di legge, come il salario familiare, come i limiti al lavoro delle donne, che le permettano di svolgere in pieno la sua funzione familiare. Ma noi sentiamo oggi che una più vasta famiglia richiede il nostro sacrificio e la nostra dedizione: che tutto il popolo nostro è la nostra famiglia. Noi ci proponiamo di lavorare con quello spirito che è cemento di ogni vita familiare, spirito di volontà, di fermezza nella difesa di ciò che è equo, di serenità, di comprensione, ma più di tutto di fraternità [...]. Con questi sentimenti noi donne ci proponiamo di lavorare alla ricostruzione sociale e politica del nostro Paese».
Dopo l'elezione alla Costituente il suo ruolo all'interno del movimento femminile della Dc è sempre più importante. Al II Convegno di Assisi, del marzo 1947, Elsa Conci viene eletta vice delegata nazionale del Movimento femminile, insieme ad Angela Gotelli, sotto la direzione di Maria De Unterrichter; ricopre questa carica fino al 1952.
Nel 1948 è eletta alla Camera dei deputati, nella I legislatura repubblicana, per la circoscrizione di Trento-Bolzano, con 37.763 voti di preferenza. Fa parte di numerose Commissioni: della I Commissione Affari interni, Ordinamento politico e amministrativo, Affari di culto, Spettacoli, Attività sportive, Stampa. È componente della III Commissione Diritto, Procedura e Ordinamento giudiziario, Affari di giustizia, Autorizzazione a procedere e della IV Commissione Finanze e Tesoro. È cofirmataria di numerose proposte di legge, tra queste ricordiamo quella presentata, insieme a Pastore e altri, il 4 ottobre 1949, per la tutela del rapporto di lavoro domestico (C. n. 802). Nel 1948 è vice-segretaria del gruppo parlamentare della DC alla Camera dei deputati, segretaria dal 1952.
Viene rieletta deputato nel 1953 nella II legislatura repubblicana, per la stessa circoscrizione, con 33.163 voti di preferenza. Componente della I Commissione Affari interni, Ordinamento politico ed amministrativo, Affari di culto, Spettacoli, Attività sportive, Stampa; dell'XI  Commissione Lavoro, Emigrazione, Cooperazione, Previdenza e Assistenza sociale, Assistenza post-bellica, Igiene e Sanità pubblica; della Commissione speciale per l'esame delle proposte di legge costituzionali Aldisio e Li Causi (C. nn. 2406 e 2810) concernenti l'Alta Corte per la Regione siciliana e la Corte Costituzionale. Componente della rappresentanza della Camera all'Assemblea consultiva del Consiglio d'Europa. Anche nella II legislatura è cofirmataria di diverse proposte di legge, tra le quali, la proposta presentata insieme a Maria Pia Dal Canton, Angela Gotelli, Vittoria Titomanlio e altri, annunziata il 24 giugno 1955, per la costituzione di un corpo di polizia femminile (C. n. 1701) e della proposta di legge, annunziata il 29 luglio 1955, insieme a Dazzi, Angela Gotelli, Vittoria Titomanlio e altri, per l'istituzione dell'Alto Commissariato per il lavoro all'estero (C. n. 1754).
Per il suo attaccamento al partito e la sua attivissima azione politica Elsa Conci viene definita dagli avversari «la pasionaria bianca».
Nel VI Convegno nazionale del Movimento femminile della Democrazia cristiana, tenutosi a Viareggio nel maggio del 1954, Elsa Conci, dopo Angela Guidi Cingolani e dopo Maria De Unterrichter Jervolino, viene eletta delegata nazionale, insieme a Maria Nicotra e Stefania Rossi come vicedelegate; mantiene questa carica fino al 1964.
Convinta propugnatrice dell'ideale europeistico, Elsa Conci è membro della delegazione italiana al Parlamento europeo di Strasburgo e, nel 1955, è tra le fondatrici dell'Unione femminile europea, di cui diviene Presidente nel 1959 ricoprendo tale carica fino al 1963 (G. Fanello Marcucci, Elsa Conci fondò il movimento europeo delle donne DC quando la CEE era neonata, in «La Discussione», 13 giugno 1977).
Il 25 maggio 1958, nella terza legislatura repubblicana, è eletta nella circoscrizione di Trento-Bolzano, con 22.002 voti di preferenza. Fa parte della II Commissione Affari della Presidenza del Consiglio, Affari interni e di culto, Enti pubblici; dal 19 novembre 1959 al 15 maggio 1963 ricopre il ruolo di Segretaria della Commissione speciale per l'esame del disegno e delle proposte di legge concernenti provvedimenti per la città di Napoli.
Il 16 febbraio 1959 è cofirmataria, insieme a Maria Badaloni, Maria Jervolino, Vittoria Titomanlio e altre, della proposta di legge per l'ammissione delle donne all'ufficio di segretario comunale e provinciale e agli uffici dipendenti dalle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (C. n. 855).  
È rieletta deputato nella stessa circoscrizione il 28 aprile 1963, nella quarta legislatura, con 26.721 voti di preferenza. Fa parte della II Commissione Affari della Presidenza del Consiglio, Affari interni e di culto, Enti pubblici; componente della Commissione speciale per l'esame del disegno di legge (C. n. 1450) relativo al bilancio di previsione dello Stato per il periodo 1 luglio-31 dicembre 1964. Fa parte della Commissione speciale per l'esame del disegno di legge (C. n. 1686) relativo al bilancio di previsione dello Stato per l'anno 1965. Tra le numerose proposte di legge di cui è cofirmataria, ricordiamo quella presentata, il 20 giugno 1964, insieme a  Maria Pia Dal Canton, Vittoria Titomanlio e altre, "Legittimazione per adozione a favore di minori in stato di abbandono" (C. n. 1489); la proposta presentata, il 4 settembre 1964, insieme a Vittorino Colombo, Vittoria Titomanlio e altri, per la "Modifica alla legge 26 agosto 1950, n. 860 sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri" (C. n. 1629); la proposta presentata, il 20 ottobre 1964, insieme a Maria Cocco, Vittoria Titomanlio e altre, per l'ordinamento della professione e istituzione dell'albo degli assistenti sociali (C. n. 1756). Componente del comitato direttivo del gruppo parlamentare della Democrazia cristiana.
Insignita di diversi riconoscimenti tra cui la Croce "Pro Ecclesia et pontifice" conferitale da Paolo VI, per il servizio prestato alla Chiesa «nell'umiltà e soprattutto in assoluto disinteresse di sé». (Grigolli, Elsa Conci, cit., p. 49).  
Il suo impegno politico prosegue finché lo stato di salute glielo consente; si presenta in Parlamento l'ultima volta il 4 maggio 1965, ritirandosi poi nella sua casa di Mollaro in Valle di Non, dove si spegne il 1° novembre dello stesso anno.

 
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