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Laura Bianchini



di Paola Gaiotti



Laura Bianchini viene da Brescia, è un'esponente di quel cattolicesimo bresciano, segnato dalla forte spiritualità oratoriana, avanguardia culturale di un cattolicesimo democratico, che si è già caratterizzato prima e durante il ventennio  fascista,  per le sue iniziative editoriali, per i suoi rapporti con la spiritualità francese di Maritain e di Mounier, con quella di Guardini,  per la sua ricerca pedagogica e le sue pubblicazioni sui temi della scuola.  E' la Brescia in cui cresce un giovane sacerdote (figlio di un ex parlamentare popolare,) Giovanni Battista Montini,  lui stesso  straordinario ispiratore delle nuove generazioni giovanili cattoliche colte  nella FUCI.
La formazione spirituale e culturale di Bianchini si sviluppa appunto con i padri Filippini dell'Oratorio della Pace di Brescia, una congregazione religiosa che riuniva intorno a sè l'élite spirituale e intellettuale dell'area cattolica  bresciana. Negli anni universitari fece parte della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana)  di cui divenne presidente del ramo femminile per sette anni, e del Movimento Laureati.  Sarà probabilmente lei, trasferendosi da Brescia a Roma dopo la guerra, a scegliere per sè una residenza vicina alla Chiesa nuova  e a proporla poi agli altri.
La sua passione per le tematiche educative la porta a scrivere su varie riviste italiane nel campo pedagogico e didattico, e la lega a  La Scuola, la più importante e autorevole editrice cattolica su temi scolastici..
In questo contesto matura progressivamente il suo antifascismo. Nel 1943 entrò nella redazione del giornale antifascista "Brescia libera" elaborando scritti e volantini clandestini. Dopo l'8 settembre Bianchini ospiterà nella sua casa di Brescia le prime riunioni di esponenti militari e politici dell'antifascismo bresciano.
Nei primi mesi del 1944 la prof. Bianchini entrò a far parte della brigata partigiana "Fiamme Verdi", una formazione a prevalente orientamento cattolico operante soprattutto in Lombardia e Emilia, ma diffusa anche in Piemonte e Veneto.   Diretta emanazione delle "Fiamme Verdi" fu il foglio clandestino "Il ribelle", il giornale dei "ribelli per amore" voluto e fondato da Teresio Olivelli.
La Bianchini ne divenne subito  coordinatrice, non rinunciando mai, accanto ai bollettini di lotta partigiana, alle immagini dei martiri, agli identikit delle spie, a proporre il suo messaggio spirituale, con  articoli appassionati sulla libertà, sull'ordine sociale e sulla crisi di civiltà che aveva colpito il mondo moderno. L'anima dell'educatrice sentiva l'urgenza di un'opera spirituale e pedagogica che partisse dall'uomo per arrivare a una rigenerazione sociale e politica.
Nasce così la sua candidatura alla Costituente , dove sarà eletta con più di 30.000 voti.  Il suo contributo esplicito al dibattito costituzionale è concentrato soprattutto sul diritto alla educazione e sulla scuola.   Ciò che lo caratterizza è l'impegno  ad evitare  che il tema della  scuola assuma il carattere di un conflitto ideologico interno al rapporto Stato- Chiesa.  Non  erano poche allora le tentazioni cattoliche  per un braccio di ferro clericali-anticlericali, come emerse nel Congresso della Settimana sociale dei cattolici  a Firenze per disegnare  una sorta di linea cattolica intransigente. Ma i democristiani che guideranno  i lavori della Commissione  dei 75  ( come dl resto lo stesso De Gasperi)  Dossetti, La Pira, Moro,  erano perfettamente coscienti che la scelta di un confronto duro sul primato di una parte o dell'altra, sarebbe stata una tragedia; bisognava  cercare  in primo luogo le convergenze possibili.
La chiave concettuale sulla quale Laura Bianchini costruisce, nel suo intervento in aula, una convivenza non solo  pacifica ma alta, fra scuola statale e scuola privata  è  il   valore dell'autonomia  del processo educativo  che riguarda entrambe, così come è di fatto in molti paesi nord-europei.  Alla base di questa pratica c'è certamente un luogo alto della pedagogia, rinnovatosi in tempi moderni, ma proprio della grande cultura classica, per cui il docente non può e non deve forzare, ma liberare, e così poter far crescere, la cultura del discente. Più recente, e legato alle contese ideologiche della modernità, il rischio che la pratica della scolarizzazione  pubblica di massa divenga imposizione  di una specifica cultura. Su questo piano è stata decisiva la pratica  assunta, fin dagli inizi, negli Stati  Uniti d'America. Altrove la stessa contesa politica fra la scolarizzazione pubblica  ( e la sua funzione di indirizzo politico, pensiamo alla Francia) e quella di soggetti cosiddetti privati ( fra cui la stessa Chiesa) era una delle forme proprie  dello  scontro ideologico moderno, per il controllo delle nuove generazioni.
Il concetto che la Bianchini mette alla base del suo intervento sta nel fatto la scuola di Stato non è dello Stato,   o al suo servizio, ma è per la maturazione libera dei cittadini;  così come le scuole,  pur  aperte dalla Chiesa ma  nell'interesse della società,  sono  per i cittadini e per la loro formazione. Potranno diversificarsi nel metodo e nei contenute le une e le altre fra loro  e al loro stesso interno, ma ciò che conta e  che dovrà sempre essere nella liberazione delle coscienze.
" L'insegnamento  non è un servizio pubblico ma un servizio di utilità pubblica, di pubblico interesse; non è un gioco di parole.  Un servizio pubblico può essere gestito direttamente e monopolisticamente dallo Stato.  Nulla vi si oppone." dirà nel suo intervento in aula. E' la persona in quanto soggetto del diritto a essere istruita  che deve  essere aiutata nel raggiungimento dei fini propri, e qui si fonda l'autonomia del rapporto pedagogico; anche se per Bianchini non si fonda   il finanziamento delle scuole private, cui resta contraria.
In più Bianchini  sottolinea l'importanza della educazione della prima infanzia e dell'educazione al lavoro.
Ovviamente sarà nettamente schierata sugli articoli relativi ai diritti delle donne, e in particolare poi con la legge Merlin  contro la regolamentazione della prostituzione, e sarà fra quelle deputate, o ex deputate, schierate a sua difesa. In molte sosterranno con riservatezza e rispetto, con straordinaria efficacia,  senza mai servirsene  per la pubblicità,   l'iniziativa sistematica per il recupero sociale, culturale, produttivo, di migliaia di ex-prostitute. Ce ne ha parlato in una sua bella ricostruzione    ( La  Lobby  delle donne, Rubbettino 2005, la  Spinoso)
Bianchini lascerà presto il mandato parlamentare  e tornerà a impegnarsi nella scuola. Sarà a lungo una straordinaria professoressa di storia e filosofia al Liceo Virgilio di Roma , popolarissima e molto schierata con gli studenti anche negli anni difficili della contestazione.  
Resta, in chi l'ha conosciuta, il fascino della sua personalità, spesso brusca  e imprevista, ma come disse più volte  Umberto Calosso, "intensa".   Paolo Giuntella, un illustre suo ex allievo al Liceo romano Virgilio, la ricorda così <<Era piuttosto scorbutica e scostante, burbera, ma sprizzava vita e intelligenza, passione politica, civile e cristiana da ogni poro>>…..   <<Una cristiana integerrima>>,  ricorda ancora l'ex allievo: amava ripetere che <<un cristiano non può non essere anticlericale>> perché <<il libro più anticlericale della storia>>  non era certo il Candide di Voltaire ma piuttosto <<il Vangelo di Gesù Cristo>>.

 

 

BIBLIOGRAFIA:
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A.Dal Brollo, Laura Bianchini: una vocazione alla verità e all'impegno, in "Coscienza", Fatti,idee,dialogo, rivista mensile n.11-12, 1983
C. D'Inzillo, Breve storia del movimento femminile DC, Rizzoli, Milano 1967
R.Laterza,  Laura Bianchini, in Toponomastica femminile
M.T.Morelli, (a cura di) Le donne della Costituente, Laterza 2007
G.Moretti, Laura Bianchini,a cura di Elisabetta Selmi e Chiara Celiker, Fondazione Civiltà Bresciana, 2009
Paolo Pombeni, Il gruppo dossettiano, in Cultura e partiti nell'età della Costituente, a cura di roberto Ruffilli, Il Mulino,  1979
Spinoso S. La lobby delle donne:legge  Merlin e C.I.D.D, un modo diverso di fare politica, Rubbettino 2005
T.Portoghesi Tuzi e G.Tuzi, Quando si faceva la Costituzione, Il Saggiatore, Milano 2010
I Quaderni de "il ribelle", a cura dell'Ass. Fiamme Verdi e dell'Istituto Storico della Resistenza Bresciana
M.T.Sega, Eravamo fatte di stoffa buona,nuova dimensione,Portogruaro 2008
Maria Rosa Zamboni, Diritti e promozione della donna in un documento clandestino del 1944, in "La Resistenza bresciana", aprile 1980, n.11, pp.59-80
V. La resistenza bresciana, Rassegna di studi e documenti, N.29, aprile 1998, pag.47

 
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