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Una “forma moderna di welfare”. La storia del Centro italiano femminile



Recensione   al volume di  Maria Chiaia, Donne D’Italia. Il Centro Italiano Femminile, la Chiesa, il Paese dal 1945 agli anni Duemila, Edizioni Studium, 2015, pp. 569.



La Fondazione Nilde Iotti il 26 febbraio p.v. ha presentato, presso la Camera dei Deputati, il bel libro di Maria Chiaia, Donne D’Italia. Il Centro Italiano Femminile, la Chiesa, il Paese dal 1945 agli anni Duemila (Edizioni Studium 2015). Relatori Francesca Brezzi, Pierluigi Castagnetti, Fiorenza Taricone e Giampaolo D’Andrea, con il coordinamento di Chiara Geloni.

Nuova edizione ampliata e aggiornata – con una presentazione di Maria Pia Campanile Savatteri e introduzione di Patrizia Gabrielli – del volume pubblicato nel 2014, presenta  nuovi e interessanti apporti che integrano la narrazione delle origini del Cif, l’ingresso in politica, il contributo al Concilio Vaticano II, le politiche di parità. Contiene altresì due nuovi capitoli dedicati rispettivamente al ruolo del Cif nell’ambito del nuovo contesto politico-sociale nazionale e internazionale nel primo decennio degli anni Duemila e la ricostruzione della storia dei Cif locali dal 1954 al 2010. Nella prima parte del volume l’Autrice traccia la storia della Repubblica, l’acquisizione del diritto di voto per le donne e la loro presenza all’Assemblea Costituente.

Si sofferma sui rapporti tra il Cif e l’Udi, sulle numerose battaglie legislative promosse dal Cif per i diritti civili, analizza il nuovo diritto di famiglia, il processo di globalizzazione, il rapporto dell’Associazione con la chiesa. Nella seconda parte sono pubblicati alcuni degli editoriali più significativi di Maria Chiaia apparsi su «Cronache e Opinioni» dal 1989 al 1997. Seguono le Testimonianze di Marisa Rodano, Paola Gaiotti, Rosa Russo Iervolino e la pubblicazione di una serie di lettere inviate dall’Autrice, dal 1989 al 1996, a Forlani, Andreotti, Martinazzoli, Ossicini, Prodi.

Attraverso questo volume, pubblicato in occasione del 70mo anniversario del Centro Italiano Femminile, Maria Chiaia – che ne è stata Presidente nazionale  dal 1989 al 1998 – ripercorre la memoria di un cammino denso di impegno civile, sociale, politico e culturale dell’Associazione che, attraverso attività volontarie, in una capillare presenza sul territorio, ha realizzato, fin dalle sue origini, “una forma moderna di welfare” attraverso importanti iniziative volte alla promozione della famiglia, della donna, dei valori della democrazia. Secondo Maria Chiaia il compito del Cif – costante nel tempo – è stato avvicinare le donne alla politica e la politica alle donne; una forma di politica intesa non come militanza ma come senso diffuso di coinvolgimento e interesse per la res publica. Di particolare rilievo si presenta la parte del volume dedicata all’impegno europeo del Cif, iniziato alle soglie degli anni Cinquanta e sviluppatosi nel corso del tempo diventando centrale in occasione delle elezioni del primo Parlamento Europeo, nella costituzione della Lobby europea delle donne (Lef), presieduta, dal 1991 al 1994, dalla stessa presidente del Cif; nella successiva Conferenza Onu di Pechino dove l’Associazione è presente tra i membri della Delegazione governativa e tra le associazioni non governative nel Forum delle Ong.

Nel corso degli anni il CIF – che fin dalle sue origini ha espresso le caratteristiche di un movimento di massa, non selettivo, radicato sul territorio – prosegue la sua missione educativa e sociale con l’intento di dare impulso ad un processo positivo di innovazione sul piano culturale e strutturale, per far fronte ai problemi della nuova condizione delle donne che, pur più consapevoli e ricche di competenze, possiedono un minore background sul piano della formazione globale.

Come evidenzia l’Autrice il Cif rappresenta un importante interlocutore tra lo Stato e le componenti della società; partecipa agli organismi di parità – nati allo scopo di incidere sulle decisioni dell’esecutivo per una politica di pari opportunità – fin da quando furono istituiti, alla fine degli anni Ottanta. Sua prerogativa originaria, mai disattesa, resta la formazione della donna all’impegno civile e politico, basata sulla convinzione che l’apporto femminile sia necessario e qualificante per la vita democratica del Paese. Nel 2002 il Cif viene incluso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca scientifica nell’elenco definitivo dei soggetti accreditati per lo svolgimento di attività di formazione per insegnanti ed educatori. Nel 2004 viene riconosciuto tra le associazioni di promozione sociale.

Oggi l’Associazione, presente in tutte le province e in più di 400 comuni, si propone di far fronte al disagio sociale e giovanile crescente, in una stagione di recessione e di crisi caratterizzata dalla violenza sulle donne, la mercificazione del corpo femminile, la fragilità dei rapporti di coppia. Attualmente il Centro Italiano Femminile, sotto la presidenza di Maria Pia Campanile Savatteri, continua a confermare le finalità per cui era sorto: l’iniziativa femminile, l’ispirazione cristiana, l’impegno civile, la solidarietà, privilegiando l’aspetto culturale e formativo della propria identità nel rapporto con le istituzioni politiche, ecclesiali e sociali. Il suo organo di stampa «Cronache e Opinioni» si propone di offrire al lettore uno spaccato della storia, della vita e della società italiana, confermando il forte legame esistente tra l’attività dell’Associazione e le vicende politiche e sociali del Paese.

Maria Teresa Morelli

 
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