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Maria de Unterrichter Jervolino (1902-1975).
Donne, educazione e democrazia nell’Italia del Novecento


 
Martedì 13 gennaio 2015 ore 17.00
Sala della Regina
Intervengono:
  • Francesco Margiotta Broglio
  • Alberto Monticone
  • Fiorenza Taricone
Modera:
  • Emma Cavallaro Vedaldi
Sarà presente l’autore


Maria Jervolino de Unterrichter è una delle ventuno donne elette all’Assemblea Costituente che, con il loro coraggioso lavoro culturale e politico, hanno inserito nella Costituzione norme profondamente innovative tali da cambiare la condizione femminile nel nostro Paese.

Nata in una valle del Trentino - Alto Adige, allora sotto la dominazione austriaca, durante la prima guerra mondiale, profuga ad Innsbruck ove frequenta il liceo, diventa cittadina italiana nel 1918.

A Roma, ove frequenta l’Università e si laurea a “La Sapienza”, entra a fare parte del gruppo di giovani che seguono monsignor Montini, poi papa Paolo  VI, e diventa presidente Nazionale Della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (Grande Fuci). Lì conosce il napoletano Angelo Raffaele Jervolino, presidente nazionale dei giovani di Azione Cattolica, lo sposa e fa di Napoli la sua terra di elezione profondamente amata per la bellezza naturale ed artistica, la sua storia e la cultura, nonché la calda umanità della sua gente. A Napoli vive i drammatici giorni della Seconda guerra mondiale, i terribili bombardamenti sul porto e l’ansia di liberazione dai tedeschi.

Antifascista convinta come il marito, assieme mantengono segretamente contatti con gli ambienti ed i movimenti laici e cattolici che si oppongono al Regime, vengono intralciati nelle loro attività professionali e sono per lunghi anni, “sorvegliati speciali” della polizia.

Finita la guerra vengono ambedue eletti alla Costituente, una delle cinque coppie di coniugi presenti in quella assemblea, tre del PCI (Togliatti – Rita Montagnana; Longo – Teresa Noce; Nadia e Velio Spano) e due della DC (Jervolino – Maria de Unterrichter; Maria e Angelina Cingolani).  

Il collegio elettorale assegnato a Maria de Unterrichter Jervolino è ben lontano dalle città e dalle regioni ove vive. Il marito è candidato a Napoli ed allora si riteneva non corretto che due persone, appartenenti allo stesso nucleo familiare si presentassero alle elezioni in territori vicini. Di conseguenza, la direzione della Dc le assegna Potenza e Matera, allora, di certo, non facilmente raggiungibili da Napoli. Una nuova difficile avventura: la Jervolino parte con una piccola Fiat 500 e l’amica napoletano Tullia Origo per quella terra alla quale rimane legatissima fino al momento della morte. Uguale forte rapporto (allora il legame con il proprio territorio era reale e profondo ed era considerato stretto dovere degli eletti occuparsi dei problemi locali) la Jervolino ha con il collegio di Salerno – Avellino – Benevento, nel quale la direzione del Partito la trasferisce dopo due legislature trascorse in Basilicata. In quegli anni la disciplina di partito era fortissima ed i dirigenti nazionali (intanto la Jervolino è stata eletta responsabile nazionale delle donne della DC) vengono fatti girare per stabilire un contatto più forte con i vari territori.

Durante i primi anni di vita parlamentare Maria Jervolino, oltre che partecipare con le altre venti Costituenti alle battaglie per la condizione femminile e la parità di diritti tra uomini e donne, viene impiegata soprattutto su temi di politica estera e – per la conoscenza dei problemi della sua regione di origine – nelle difficili trattative che precedono gli accordi Grüber – De Gasperi. La perfetta conoscenza del tedesco e la fiducia goduta anche negli ambienti diplomatici di Vienna facilitano questo compito.

Prima donna al Governo nel Ministero della Pubblica Istruzione (che aveva allora anche la competenza sui beni culturali e sull’Università) affronta, in una realtà nella quale è ancora largamente diffuso l’analfabetismo soprattutto femminile e l’evasione scolastica dei giovani, i problemi del rilancio della scuola e della cultura come diritto di cittadinanza sia nei suoi aspetti strutturali (edilizia scolastica, diffusione delle scuole nei territori rurali) sia in quello delicato e difficile della modernizzazione dei programmi.

Una grande importanza ha nella vita della Jervolino l’incontro e la lunga comunanza di pensiero e di lavoro con Maria Montessori. Con quest’ultima, l’interesse della Jervolino per l’educazione e la difesa dei diritti dell’infanzia si intensifica (per trenta anni è stata presidente nazionale dell’Ente Montessori) e si allarga a livello internazionale. Gli ultimi anni di vita la vedono impegnata in tutti i continenti: dall’India al Venezuela, dall’Europa ad Israele, dall’America del Nord al Perù, fino a diventare Vice Presidente dell’Associazione Montessori Internazionale AMI e ad assumere la presidenza mondiale dell’OMEP, l’organizzazione dell’UNESCO per l’educazione pre – scolastica.

Per Maria Jervolino, che aveva vissuto in prima persona l’esperienza durissima di due guerre mondiali, particolare interesse ha il pensiero della Montessori circa il nesso inscindibile tra educazione e pace. Secondo la pedagogista solo l’educazione alla coesistenza tra religioni, culture, razze, storie diverse, il rispetto dei diritti umani e l’interesse per l’altro possono assicurare la vera pace. L’educazione dei bambini è quindi  uno strumento prezioso per una concreta speranza di pace.

In quest’ottica costante è stato l’impegno e l’interesse della Jervolino per l’Europa e per le sue istituzioni, nonché il lavoro perché nazioni che in un secolo si erano per due volte ferocemente combattute fra di loro, potessero intraprendere e perseguire la via positiva ma difficile di uno sviluppo solidale.

L’interesse per la cultura e per i problemi dell’educazione, la politica estera, non le fanno, però dimenticare i problemi del Mezzogiorno, primo fra tutti la disoccupazione e la povertà. La Jervolino – quando ancora le donne non erano ammesse in diplomazia – è la prima donna a partire dall’Italia con le credenziali di “ambasciatore politico”. La sua meta è il Brasile, compito riattivare e ravvivare il canale dell’emigrazione verso quello Stato, che ha accolto tanti nostri emigranti e le loro famiglie.

La conoscenza delle lingue tipica delle persone di cultura mitteleuropea l’ha sempre aiutata nei suoi continui viaggi tra gli Istituti italiani di cultura ove tiene conferenze, oltre che sui diritti dei bambini, sui principi fondanti della nostra Costituzione e sul diritto dei cittadini alla sicurezza sociale, tema al cui sviluppo ha dato un contributo essenziale come presidente per venti anni del CEPAS (Centro di Educazione Professionale per Assistenti Sociali).

Cattolica convinta e praticante, Maria Jervolino è sempre profondamente attenta e rispettose alle culture diverse dalla sua. Cerca ciò che unisce più che ciò che divide ed un legame profondo la lega in particolare con due personalità di alto valore culturale,  amiche – sorelle di matrice laica :Emma Cantimori e Maria Calogero. Con quest’ultima e con un gruppo di amici di elevato spessore (Adriano Olivetti, Guido Calogero, Adriano Ossicini, Angela Zucconi) attraverso il CEPAS si impegna  a dare concreta attuazione ai principi costituzionali.  Viene superato il concetto di “beneficenza” per passare a quello di “diritto alla sicurezza sociale” e rivendicato anche il ruolo professionale, la dignità e la preparazione scientifica delle assistenti sociali alle quali viene aperta la strada dell’Università.

 
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